Una Caretta caretta
La tartaruga Fortuna torna in mare: emozione sul litorale romano con i piccoli pazienti del Bambino Gesù (video)
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha liberato l'esemplare dopo un mese di cure nell'ambito del programma TartaLazio
Momenti di grande emozione sul litorale romano per la liberazione in mare di Fortuna, un giovane esemplare di tartaruga Caretta caretta tornata nel suo habitat naturale dopo un mese di cure grazie al programma della Regione Lazio “TartaLazio”, nato per la protezione di questi animali. A rimettere in pista Fortuna è stato il governatore Francesco Rocca, accompagnato da una “equipe” speciale: i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, che hanno tenuto a battesimo la tartaruga scegliendone il nome.
Fortuna torna in mare
Fortuna era stata trovata il 30 luglio a Maccarese, con un amo attaccato alla bocca e collegato a una lenza e a una tanica galleggiante. Una situazione che aveva provocato una grave infezione. Salvata dalla Guardia costiera, grazie alla segnalazione di un cittadino, era stata affidata alle cure del Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine ospitato a Zoomarine nell’ambito del programma di tutela avviato dalla Regione Lazio.
L’emozione di Rocca: “Un’immagine di speranza”
“Veder tornare in mare una giovane tartaruga marina è un’emozione autentica, resa ancora più forte dalla presenza dei piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, ha detto Rocca. “Dopo essere stata curata, oggi l’abbiamo vista riprendere il largo: è una piccola-grande storia di speranza e di futuro. Una metafora che si addice perfettamente al luogo che ci ha ospitato. Ringrazio la Guardia Costiera, Zoomarine, Openature Foundation, il Wwf, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tutti coloro che hanno contribuito a questa giornata. La tutela del nostro mare e della straordinaria biodiversità del litorale laziale è una responsabilità che riguarda tutti noi. Oggi, guardando questa piccola Caretta caretta scomparire tra le onde, abbiamo avuto davanti agli occhi una delle immagini più semplici e più belle della speranza. E non è un caso che i bimbi abbiano scelto di chiamarla Fortuna”.