A Portofino talks
La Russa chiude a Vannacci: «Niente a che spartire con noi». E sul fine vita: «Una legge va fatta»
«Non ha niente a che spartire con noi». Ignazio La Russa chiude a Roberto Vannacci e al suo Futuro nazionale: intervenendo a Portofino Talks 2026, il presidente del Senato sostiene che la nuova formazione rappresenti «un rafforzamento del centrosinistra e per il momento rimarrà tale».
Intervistato da Paolo Liguori, storico volto Mediaset e da Luciano Tancredi, vicedirettore de La Stampa, La Russa motiva la distanza ricordando che Vannacci «ha deciso di votare contro il governo» e di «raccogliere i transfughi del centrodestra che pensavano di non essere ricandidati». A dividerli sono anche la politica estera e il femminicidio.
Su quest’ultimo tema rivendica la scelta di introdurre uno specifico reato. La norma, spiega, non vale soltanto per la sanzione prevista, ma anche come segnale e «stimolo a battersi fortemente» contro le uccisioni delle donne.
L’apertura sul fine vita
La Russa affronta poi il fine vita e apre alla necessità di un intervento del Parlamento: «Credo che una legge vada fatta. Il problema è come, quando e dove».
A suo giudizio, questa convinzione è condivisa anche nel centrodestra, ma servono le condizioni politiche per intervenire su «un tema molto, molto, molto delicato». Il limite indicato è quello di non arrivare a considerare «il diritto al suicidio» equivalente al «diritto alla vita».
Sul fronte della legge elettorale esclude invece nuove modifiche alla Camera per tornare alle preferenze pure: «Ormai o passa questa legge o ci teniamo quella brutta di adesso». La mediazione raggiunta, sostiene, è l’unica strada per evitare di rinviare ancora la riforma.
Quanto alla durata della legislatura, La Russa richiama la linea di Giorgia Meloni: si voterà alla scadenza naturale perché «ci sono molte cose da fare». Solo «l’interesse nazionale», aggiunge, potrebbe giustificare elezioni anticipate.
Dal Quirinale al campo largo: La Russa a Portofino talks
A Portofino c’è spazio anche per una battuta sul Quirinale. La Russa esclude l’ipotesi di diventare presidente della Repubblica: «Non me lo farebbero mai fare, credo giustamente, e non mi piacerebbe farlo minimamente». Una prospettiva che, scherza, cambierebbe «la mia vita e la loro».
Infine l’affondo sul campo largo. Parlando di Beppe Grillo, La Russa sostiene che le sue iniziative mettano in difficoltà Giuseppe Conte e la costruzione dell’alleanza con Renzi, Fratoianni e Bonelli, facendo emergere quella che definisce una «manovra di pura conquista del potere».