La denuncia
La piaga delle scommesse nel tennis: Berrettini sotto tiro. «Minacciata la mia famiglia, difendiamo i ragazzi»
Dagli US Open arriva il durissimo j'accuse dell'azzurro contro i criminali del betting online che operano soprattutto nei Challenger
Il tennis sempre più vicino al mondo delle scommesse, ma anche sempre più esposto al lato oscuro del betting. Insulti, messaggi intimidatori e minacce raggiungono direttamente i giocatori e, in alcuni casi, anche le loro famiglie. A denunciare il problema è Matteo Berrettini, che dopo la vittoria contro Stan Wawrinka al primo turno degli Us Open ha raccontato un episodio avvenuto durante il Roland Garros.
La denuncia di Berrettini
L’episodio più grave è avvenuto la scorsa primavera durante il Roland Garros a Parigi. Alcuni scommettitori sono riusciti a risalire al numero privato del fratello di Matteo, Jacopo Berrettini (anch’egli tennista), inondandolo di messaggi intimidatori. Il testo inviato dagli scommettitori recitava testualmente: «Se non gli dici di perdere la prossima partita, uccideremo la tua famiglia». Chi scriveva sosteneva che Berrettini fosse un giocatore talmente scarso che l’unico modo per giustificare una sua vittoria fosse una combine. In quella edizione il romano raggiunse i quarti di finale ritirandosi per infortunio prima del match contro Arnaldi e disputando un grande torneo.
L’ombra delle scommesse
Un problema che, secondo Berrettini, non riguarda soltanto i grandi tornei. Il romano ha raccontato di aver assistito soprattutto nei Challenger a comportamenti di spettatori difficili da controllare, anche attraverso video nei quali il pubblico oltrepassava i limiti. «Non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto», ha sottolineato l’ex numero 6 del mondo.
E il tema torna d’attualità proprio mentre il tennis amplia i propri rapporti con il mondo delle previsioni sportive. Agli Us Open è stata annunciata una partnership pluriennale con Kalshi, indicata come “Official Prediction Market Partner”. Gli organizzatori assicurano di avere predisposto sistemi per tutelare l’integrità delle competizioni, ma la crescente esposizione al betting aumenta anche il rischio di pressioni sui giocatori.
Berrettini ha ricordato anche il precedente di Lucrezia Stefanini. La tennista italiana, prima delle qualificazioni di Indian Wells, aveva ricevuto sul proprio numero WhatsApp minacce di morte nel caso in cui non avesse perso la partita. Ai messaggi erano state accompagnate anche la foto di una pistola e informazioni sui genitori e sul luogo di nascita.