La nota dell'Enpa
Abbattimento del secondo lupo a Bolzano, gli animalisti insorgono: “Una decisione politica e non scientifica”
In base a quanto sostenuto dall'Enpa, l'abbattimento del secondo lupo nelle località di montagna sarebbe «una decisione politica che viola la scienza e la tutela di una specie particolarmente protetta
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 1 Settembre 2026 alle 19:06
La nuova ordinanza emanata dalla Provincia di Bolzano il 28 agosto, a proposito dell’abbattimento di un secondo lupo nell’area di Marebbe, Braves e Valdaora, ha scatenato la reazione degli ambientalisti. Ne era stato già eseguito un altro il 5 luglio e ora l’Enpa parte al contrattacco: «Nonostante le notizie infondate che continuano a essere diffuse, il lupo è tuttora una specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92 ed è una specie sulla quale permane il vincolo di protezione previsto dalla direttiva Habitat. Non si può dunque ritenere di poter ricorrere a soluzioni ingiustificate e scientificamente aberranti come se la protezione di questa specie fosse improvvisamente venuta meno».
Abbattimento di un altro lupo a Bolzano, gli animalisti insorgono: «È una specie protetta»
Il diniego degli animalisti prosegue, come si legge nel comunicato: «Lascia inoltre esterrefatti che, per giustificare l’uccisione di animali particolarmente protetti ed essenziali per gli equilibri degli ecosistemi, venga utilizzato proprio il richiamo alla Costituzione italiana. È una vera distorsione letterale del dettato della Carta costituzionale. Con la modifica dell’articolo 9, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è stata inserita tra i principi fondamentali della Repubblica». Secondo loro, «richiamare oggi la Costituzione per giustificare l’uccisione di un animale particolarmente protetto significa utilizzare quel principio in una direzione opposta rispetto alla tutela che esso afferma».
Nessun passo indietro da parte dell’Enpa
In base a quanto sostenuto dalla presidente dell’Enpa, Giusy D’Angelo, l’abbattimento del secondo lupo nelle località di montagna sarebbe «una decisione politica che viola la scienza e la tutela di una specie particolarmente protetta. Nessuno ha il diritto di trasformare il rapporto con gli animali selvatici in una mattanza dei predatori. Consideriamo quanto accaduto un atto crudele, ingiustificato e ingiustificabile. È una decisione politica che viola la scienza e la tutela di una specie particolarmente protetta e che, ancora una volta, sceglie l’uccisione rifiutando la strada della prevenzione”. La nota della presidente animalista si conclude con un monito: «Enpa farà tutti i passi necessari nelle sedi competenti. Nessuno può arrogarsi il diritto di trasformare il rapporto con gli animali selvatici in una mattanza dei predatori. La convivenza si costruisce attraverso la prevenzione, la conoscenza e il rispetto degli ecosistemi, non attraverso l’uccisione».