Serie A
La favola del Frosinone è Made in Italy: Alvini batte il “divo” Fabregas e lancia i giovani azzurri
Tutti pazzi per il “SuperComo” di Cesc Fabregas, celebrato per il suo calcio internazionale e le ambizioni da grande. Poi arriva il Frosinone di Massimiliano Alvini, lo batte e scrive un altro capitolo di una favola dal forte sapore Made in Italy.
I ciociari, al terzo successo, raggiungono proprio i lariani in classifica. E mentre società e allenatore tengono i piedi per terra indicando nella salvezza l’unico obiettivo, i tifosi possono permettersi di guardare un po’ più in alto.
Perché dietro questo avvio c’è una squadra giovane, italiana e coraggiosa. E un allenatore che ne incarna perfettamente lo spirito.
Alvini, dalla gavetta alla Serie A
Massimiliano Alvini non appartiene al calcio dei predestinati. È partito dai dilettanti e ha scalato tutte le categorie fino alla Serie A, passando attraverso successi ed esoneri.
E proprio gli esoneri ha scelto di mettere in mostra nella sua biografia LinkedIn. «881 panchine ufficiali dal 2001 al 30.06.2026. Otto promozioni conquistate sul campo
Quattro esoneri. Coppa Italia Dilettanti 2009/2010» .Una scelta controcorrente in un mondo nel quale si esibiscono trofei e promozioni e si tende a nascondere le sconfitte.
È un po’ come un professore che, invece di presentarsi con «due lauree e un master», dicesse a uno studente: «Sono stato bocciato anch’io». L’empatia nasce anche da qui: dal mostrare le proprie fragilità, dal poter dire «ho vinto», senza cancellare «ho perso».
Cinque ragazzi del Frosinone nell’Under 21
Contro il Como il simbolo è stato Lorenzo Palmisani, portiere classe 2004 cresciuto nel vivaio giallazzurro: sette parate, premio di migliore in campo e contratto appena prolungato fino al 2031.
Palmisani è stato convocato nell’Under 21 insieme ad altri quattro giocatori del Frosinone: Calvani, Cichella, Fini e Raimondo. Cinque ragazzi di una sola squadra nel giro azzurro. Un dato significativo in un calcio italiano che da anni discute dello scarso spazio riservato ai giovani.
«In Italia credo che possiamo guardare al futuro con grande ottimismo», ha detto Alvini dopo il successo sul Como.
Il tecnico ha ricordato come il progetto sia nato già nella scorsa stagione, con un blocco di giovani italiani successivamente integrato da alcuni stranieri. Non autarchia calcistica, dunque, ma un’identità precisa fondata su vivaio e scouting.
Il Frosinone non vuole svegliarsi
La vittoria sul Como acquista così anche un valore simbolico. Da una parte Fabregas e una squadra costruita con ambizioni internazionali; dall’altra il Frosinone che continua a sorprendere.
Il presidente Maurizio Stirpe l’ha definita «la vittoria più importante della nostra storia», ribadendo che il traguardo resta la salvezza. Alvini predica prudenza.
Ma intanto il Frosinone ha raggiunto il Como. Intanto i più anziani ricordano la frase del ciociaro Nino Manfredi: “Fusse che fusse la volta bona…”