Gli staff sono al lavoro
A New York l’abbraccio tra Gualtieri e Mamdani. I due sindaci progressisti insieme per il piano casa e l’immigrazione. C’è da tremare…
La notizia è ghiotta. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri domenica ha incontrato a New York il primo cittadino islamico della Grande Mela Zohran Mamdani. Strette di mano, scambi di doni e sguardi complici a suggellare il patto tra le due grandi città. E a conferma del provincialismo esterofilo della sinistra sempre in cerca di aiutino dall’estero. Al sindaco dem è stato riservato un trattamento d’onore all’Urban 20 Mayors Summit 2026.
Strette di mano e scambi di doni tra Mamdani e Gualtieri a New York
Emergenza abitativa, clima, mobilità e migranti: questi i dossier principali affrontati nel faccia a faccia a margine dell’U20. E soprattutto – Gualtieri ci tiene molto – “scambi di buone pratiche amministrative tra grandi metropoli”. E c’è da tremare a pensare che i due campioni del progressismo multiculturale si siano scambiati ricette. Il sindaco di New York ha indicato “le questioni legate all’accessibilità economica delle abitazioni, il contrasto alla crisi climatica e la questione della migrazione” tra le principali preoccupazioni condivise.
Il dossier casa al centro del summit. Scambio reciproco di ricette
Gualtieri si è concentrato sul dossier casa. Non proprio un terreno su cui il sindaco del Pd ha brillato per efficienza e attenzione alle fasce sociali più svantaggiate. Basta guardare al caso recentissimo dello Spin Time e alle decine e decine di occupazioni abusive da parte degli attivisti dei centri sociali coccolati dal Campidoglio. Anche Oltreoceano Gualtieri ha lanciato slogan e punzecchiate al governo Meloni. “Riteniamo che gli alloggi a prezzi accessibili debbano essere considerati un diritto umano fondamentale, non un’attività finanziaria”, ha detto chiedendo “una maggiore cooperazione con i livelli superiori di governo perché molto spesso le autorità locali vengono lasciate sole”.
Il sindaco di New York contro l’autoritarismo in ascesa
Mamdami, giocando in casa, ha denunciato l’autoritarismo in ascesa, “visibile sia nelle misure restrittive sull’immigrazione sia nei passi indietro sul fronte dei diritti civili e della libertà di stampa”. In un simile clima, ha detto, le città che sono “monumenti ai progressi del passato finiscono per incarnare una crudele ironia”. La conferenza stampa finale è la conferma del sodalizio costruito dal sindaco islamico con gli amministratori italiani rigorosamente di centrosinistra. Il distretto centrale di Roma ha stretto con Manhattan un accordo culturale triennale lo scorso maggio per “condividere conoscenze sulle migliori pratiche per rilanciare attività culturali capaci di attrarre i residenti locali”. Prima di Roma è stata la volta dell’asse Bologna-New York. L’incontro a Palazzo D’Accursio con il sindaco Matteo Lepore e poi il conferimento a Mamdani della massima onorificenza della città, la Turrita d’Oro. Inutile dire che i due “avevano riscontrato molte similitudini nei rispettivi approcci alle politiche pubbliche”. In quell’occasione Mamdani aveva espresso la necessità di “restare uniti nel nostro obiettivo comune di un governo solidale, competente e orgogliosamente di sinistra”.
Gualtieri plaude all’umanità dell’amico. “I nostri staff sono al lavoro”
Gongolante per la missione newyorkese, Gualtieri riferisce di aver illustrato il suo progetto della “città dei 15 minuti”, che avrebbe catturato l’attenzione del sindaco della Grande Mela. Il cui profilo è ben noto: posizioni pro Pal e pro gender, una vasto programma di assistenzialismo e un buon tasso di allergia alle forze dell’ordine. Dal suo canto il primo cittadino della Capitale, scrive su Facebook, ha trovato in Zohran “una grande umanità e una forte sensibilità sui problemi che le nostre città devono affrontare. I nostri staff sono già in contatto per approfondire il lavoro comune sulle politiche abitative, sulla cultura e sullo sviluppo sostenibile, condividendo esperienze e modalità di gestione e imparando gli uni dagli altri”. Si salvi chi può.