Il "modello" di Schlein&Co
La moglie di Pedro Sanchez a processo e le figlie di Zapatero indagate: i socialisti spagnoli affondano nei guai giudiziari
Il governo socialista spagnolo affonda nelle sabbie mobili, ma fa la vittima: la Moncloa parla di "accanimento" e "persecuzione politica"
Nuovo, enorme guaio per il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez: la moglie Begona Gomez è stata rinviata a giudizio con le accuse di traffico di influenze e malversazione. Gomez era già stata sottoposta nei mesi scorsi ad alcune misure cautelari, come l’obbligo di firma. Alla primera dama, inoltre, era stato ritirato il passaporto per evitare il pericolo di fuga. Il governo spagnolo ha parlato di “persecuzione politica” e “accanimento”. Ma sempre oggi, oltre alla decisione del gip su Gomez, ne è arrivata anche una del giudice istruttore del caso caso Plus Ultra, che vede indagato per corruzione José Luis Rodríguez Zapatero: le figlie dell’ex premier ed ex leader socialista sono state chiamate a testimoniare il 30 novembre come indagate. A questo si aggiunge la condanna a 9 anni di interdizione speciale dai pubblici uffici di David Sanchez, fratello di Pedro, arrivata il 14 luglio per il reato di abuso d’ufficio.
Il rinvio a giudizio di Begona Gomez, moglie di Pedro Sanchez
Oltre al rinvio a giudizio di Begona Gomez Sanchez, il Gip, Juan Carlos Peinado, ha mandato a processo anche la sua assistente alla Moncloa, Cristina Alvarez, con l’accusa di malversazione. La data dell’udienza non è stata ancora fissata. L’istruttoria nei confronti della moglie di Sanchez è stata avviata nell’aprile del 2024 con quattro ipotesi di reato, poi ridotte a due dopo che a luglio l’Audiencia Provincial di Madrid, corrispondente grosso modo a una nostra corte d’Appello, ha fatto decadere la corruzione e l’appropriazione indebita e annullato le restrizioni. Secondo l’accusa, Begona Gomez avrebbe beneficiato della sua posizione di primera dama per ottenere la codirezione di una cattedra di master presso l’Università Complutense di Madrid e avrebbe impiegato Alvarez in compiti che esulavano dalla gestione della sua agenda.
Le figlie di Zapatero indagate nell’inchiesta Plus Ultra
Anche la convocazione delle figlie di Zapatero come indagate nell’ambito dell’inchiesta Plus Ultra, sulle presunte irregolarità nel salvataggio pubblico da 53 milioni di euro della compagnia aerea durante la pandemia, non arriva inattesa: Laura e Alba, di 33 e 31 anni, insieme alla segretaria di Zapatero, sono finite nell’inchiesta a giugno, nell’ambito delle perquisizioni nella sede della loro società ‘”Whathefav”. Il giudice ha disposto inoltre anche una nuova perizia sui gioielli trovati e sequestrati in una cassaforte dell’ufficio del padre e del valore, secondo una prima perizia, di oltre 1,3 milioni di euro. Su questo fronte il giudice ha disposto che Zapatero presenti entro tre giorni la documentazione relativa alla provenienza del “tesoro”.
Il governo socialista spagnolo parla di “persecuzione politica”
Quella che sta investendo i socialisti spagnoli, a più riprese indicati come “modello” da Schlein & co, è, dunque, una tempesta che sferza da più parti. Ma per fonti della Moncloa, il rinvio a giudizio della moglie di Sanchez, sarebbe una “persecuzione politica” e il frutto di una campagna di “accanimento” e “disumanizzazione” a fronte di una innocenza che, a loro dire, sarebbe già stata “chiara e dimostrata” nella fase istruttoria. Dunque, si tratterebbe di un’azione “arbitraria e ingiusta” e sarebbe “incontestabile l’intenzione politica, l’intimidazione e la disumanizzazione che l’hanno caratterizzata”.