Tanto rumore per nulla?
Kyrgios positivo alla cocaina: squalifica già finita. E il pistolotto con insulti a Sinner finisce (ingiustamente) in farsa. Ecco perché
Beccato dai controlli positivo alla cocaina assunta in discoteca, il tennista se la cava con un mese di stop: scagionato dall'Itia, è già pronto a tornare in campo dopo aver attaccato Sinner per mesi
Nick Kyrgios, positivo a inizio agosto alla cocaina a Maiorca, condannato e di fatto, immediato riabilitato (almeno in ambito sportivo). Per la sostanza assunta in discoteca, “l’Itia lo scagiona”: e l’irascibile campione australiano può tornare a giocare e a frequentare i campi di tutto il mondo. E da subito. Lo conferma il Corriere della sera. Lo assevera il verdetto sportivo.
Scrive il quotidiano di Via Solferino sulla vicenda, e conferma: «L’Itia ha consultato un esperto scientifico indipendente presso un laboratorio accreditato dalla Wada, il quale ha dichiarato che la spiegazione fornita dal tennista era coerente con il livello di cocaina rilevato nel suo campione, e ha quindi riconosciuto che Kyrgios ha fatto uso di cocaina al di fuori delle competizioni. Fosse successo il contrario avrebbe rischiato fino a quattro anni di squalifica».
Nick Kyrgios, dai giudizi su Sinner al polverone personale
Resta, sullo sfondo (e forse non troppo) il fatto che Nick Kyrgios è tornato sulla scena e nel fulcro della bufera, per uno scandalo che mette alla berlina i suoi post al vetriolo contro Sinner, sganciati sul web da chi si ergeva a Torquemada dell’inquisizione sportiva. Salvo poi finire per perire della stessa spada con cui ha cercato di colpire. E così, apprendiamo che nel tennis c’è chi paga per una contaminazione involontaria da farmaco. E chi se la cava con una punizione lampo per abuso di sostanze.
Ed è così che Nick Kyrgios, il “cattivo” dell’Atp che per mesi si è eretto a censore morale scagliandosi contro Jannik Sinner per il caso Clostebol, finisce di nuovo al centro delle polemiche: questa volta, come noto, per un test antidoping fallito dopo essere stato trovato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina, durante l’Atp 250 di Maiorca dello scorso 22 giugno.
La riduzione della pena e il percorso di recupero
Eppure, la punizione comminata dall’ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha previsto per lui appena un mese di stop. E la squalifica, scattata in via provvisoria il 4 agosto, è di fatto già terminata. Dunque, il talento australiano tutto “genio e sregolatezza” può tornare subito in campo. A salvare il 31enne, oggi scivolato al numero 919 del ranking mondiale, è stata la sua stessa versione dei fatti.
Sì, perché come spiega sempre il Corsera, «per l’assunzione di sostanze proibite Kyrgios avrebbe potuto rischiare una squalifica massima di tre mesi. Ma la pena è stata ridotta a un mese (partito dal 4 agosto, giorno della sospensione provvisoria), dopo che il giocatore ha deciso di intraprendere un percorso in una struttura specializzata, con tanto di fattura pagata il 28 agosto».
L’esito del test e la tesi della discoteca
Kyrgios infatti ha ammesso di aver assunto la droga in una discoteca di Magaluf nelle prime ore del 20 giugno, due giorni prima di scendere in campo e perdere contro Adam Walton. Poi, consultato dall’Itia, un esperto scientifico indipendente della Wada ha confermato la compatibilità tra i livelli riscontrati e l’uso ricreativo «fuori competizione». Ma, come ricordato in apertura, se la sostanza fosse stata considerata prestazionale, l’ex finalista di Wimbledon 2022 avrebbe rischiato fino a quattro anni di stop.
Nick Kyrgios, il danno economico trascurabile…
Non solo. La sanzione base di tre mesi per l’assunzione di sostanze proibite è stata ulteriormente ridotta a 30 giorni grazie alla decisione del tennista di iscriversi a un programma di riabilitazione in una struttura specializzata. Pertanto, l’unica vera penalità economica per un atleta da oltre 12 milioni di dollari incassati in carriera, ha comportato la perdita dei 6.570 euro del montepremi di Maiorca.
… E la sproporzione morale
«Accettare la fine della mia carriera è stato più difficile del previsto», ha commentato su Instagram il tennista. Scusandosi immediatamente. E puntando sulla commiserazione e l’empatia dei suoi follower. Resta però un’evidente stonatura di fondo: le feroci prediche garantiste di Kyrgios verso i colleghi si infrangono oggi, più che mai, di fronte a un verdetto lampo. Una sentenza che gli permette di archiviare un caso di cocaina, prima ancora di aver saltato un grande appuntamento.