Al torneo di Maiorca
Kyrgios beffato all’antidoping: positivo alla cocaina. Il grande accusatore di Sinner diceva: non mi doperei mai
Per mesi Nick Kyrgios è stato uno degli accusatori più duri di Jannik Sinner sul caso Clostebol. Dichiarazioni, podcast e attacchi social, proseguiti anche dopo l’iter del caso nelle sedi competenti. Ora è proprio l’australiano a finire al centro di una vicenda antidoping: Kyrgios è risultato positivo alla cocaina ed è stato sospeso provvisoriamente dal tennis.
Un precedente che rende la notizia ancora più clamorosa. Il Secolo d’Italia aveva raccontato nei mesi scorsi quella che avevamo definito «la solita litania contro Sinner», ricordando come Kyrgios fosse ormai «noto più per le sue intemperanze fuori dal campo che per i suoi risultati recenti».
Kyrgios e gli attacchi a Sinner
L’australiano aveva messo ripetutamente in dubbio la ricostruzione della contaminazione accidentale da Clostebol, concentrandosi in particolare sul ruolo del fisioterapista di Sinner. In un podcast aveva ironizzato: «Fratello, paga questa persona centinaia di migliaia di dollari, e questo fisio porterà un dannato bisturi nella sua borsa senza niente intorno?».
Il Secolo aveva parlato allora di «un disco rotto senza fine», fino a descrivere Kyrgios come un «nemico sui social che non arriva a essere un avversario di Sinner sul campo da tennis». Ora quel precedente torna inevitabilmente d’attualità.
Kyrgios positivo alla cocaina: sospeso dal tennis
Kyrgios è risultato positivo alla cocaina in un controllo effettuato il 22 giugno durante il Mallorca Open. Nel campione australiano è stata rilevata benzoilecgonina, un metabolita della cocaina.
L’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha disposto la sospensione provvisoria dal 4 agosto. L’ex numero 13 del mondo avrebbe potuto presentare ricorso contro il provvedimento, ma, secondo l’agenzia, finora non lo ha fatto.
I due casi, va precisato, non sono sovrapponibili: sono diverse le sostanze, le circostanze e il percorso disciplinare. Sul piano mediatico, però, il precedente pesa. Kyrgios aveva fatto del caso Sinner uno dei suoi bersagli preferiti; adesso è lui a trovarsi sospeso dopo un controllo positivo.
Kyrgios diceva nel 2024: non mi doperei mai
L’australiano nel 2o24, come emerge da questo video, dava lezioni di etica sportiva con un perentorio: “Non mi doperei mai”. Oggi è intervenuto su Instagram assumendosi la responsabilità di quanto accaduto. «Ho commesso un enorme errore e me ne assumo la piena responsabilità», ha scritto, chiedendo scusa ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai ragazzi che lo seguono. «So quale esempio rappresenta tutto questo e sono profondamente deluso da me stesso».
Kyrgios ha poi raccontato il difficile momento personale attraversato negli ultimi due anni, segnati dagli infortuni e dalla prospettiva sempre più concreta della fine della carriera. «Lasciar andare il tennis, che è stato tutta la mia vita, è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto affrontare. A volte mi sono sentito impotente e solo», ha spiegato, precisando subito: «Nulla di tutto questo giustifica ciò che ho fatto».
Il 31enne ha definito quanto accaduto un «campanello d’allarme» e annunciato che per i prossimi 28 giorni si terrà lontano dai social e dalla vita pubblica per concentrarsi sul recupero. «Mi dispiace. Farò tutto il necessario e tornerò migliore di prima».
Cosa comporta la sospensione
Durante la sospensione provvisoria Kyrgios non può giocare, allenarsi né presenziare agli eventi ufficiali del tennis professionistico, compresi i tornei del Grande Slam. Il provvedimento arriva dopo anni difficili per l’ex finalista di Wimbledon, tormentato dai problemi al ginocchio e al polso. In questa stagione ha disputato appena quattro partite di singolare. La sua ultima apparizione risale a Wimbledon, dove è stato eliminato al primo turno del doppio insieme ad Alexander Bublik. E il precedente con Sinner resta sullo sfondo: dopo mesi di attacchi al campione italiano sul doping, Kyrgios paga in maniera beffarda le sue accuse.