Il dibattito interno
La Lega si interroga sul futuro, anche Romeo chiede un cambio di passo. Ceccardi: “Al secessionismo non si torna”
Il segretario e vicepremier conta sull'appoggio della maggioranza e rilancia sulla linea di un Carroccio esteso in tutto il Paese
La Lega si interroga sul futuro. Tra chi chiede un cambio di passo e chi conferma la fiducia nel segretario nazionale Matteo Salvini, A sollevare la questione, il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo ma soprattutto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Mentre il segretario ribadisce che il partito ha ormai un’identità nazionale e non più territoriale. Con la maggioranza al suo fianco
Il dibattito
Prima il j’accuse del governatore Attilio Fontana. Poi gli estratti del libro di Massimiliano Romeo. Nel mezzo l’appello alla “coesione e al rispetto” arrivato dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana. “Nessuna soluzione va esclusa a priori”, sono state le parole del governatore della Lombardia sull’ipotesi di un passo indietro del leader, Matteo Salvini. E da qui anche l’idea di una nuova associazione, avanzata da Fontana, per “aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti”, che coinvolgerebbe anche gli altri governatori del Nord, Fedriga, Fugatti, oltre all’ex governatore Veneto Luca Zaia. Non c’è, in questo ‘fronte del Nord’, Alberto Stefani, da pochi mesi alla guida del Veneto.. Ma altri esponenti del partito difendono il leader: “Salvini è stato riconfermato segretario un anno fa, se volevano dire qualcosa potevano farlo”, ha commentato tra i primi il deputato Igor Iezzi.
Romeo chiede di tornare ai temi centrali
Massimiliano Romeo ha chiesto che la Lega torni ai temi centrali della sua battaglia politica. Il presidente dei senatori leghisti ha dato alle stampe un libro, “Fare la Lega – Agenda per il rinnovamento”, in cui afferma di volere dare voce alla base del partito che, a suo dire, vuole che “la Lega torni a riprendere in mano alcuni temi che hanno caratterizzato la sua storia”. Non c’è, a differenza di quanto fatto da Attilio Fontana, la messa in discussione della leadership del partito, quanto la volontà’ di “rilanciare il movimento” rafforzando “le identità’ territoriali.
Ceccardi: “La concordia farà crescere la Lega”
“Le critiche dei ‘nordisti’ alla gestione della Lega da parte di Matteo Salvini? “Già duemila anni fa si diceva che i dissidi interni logorano i movimenti, mentre la concordia è ciò che li fa crescere”, dice Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista toscana, intervistata da Repubblica. Se c’è un problema, argomenta, lo si affronta “nelle sedi opportune. C’è stato un congresso l’anno scorso che è stato unitario”. Quanto alla richiesta di una maggiore visibilità delle istanze del Nord, “abbiamo cinque ministri lombardi, il tema del Nord è già ampiamente rappresentato. Si è votata l’autonomia dopo moltissimi anni, una delle battaglie vinte dalla Lega. Invece di festeggiare, ci stiamo a lamentare”, taglia corto Ceccardi. “Non è possibile inseguire la secessione, è una stagione che non c’è più, né c’è questa vocazione nel nostro elettorato. Tornare a una stagione secessionista, secondo me, non è più possibile. È un’ipotesi utopica”, conclude l’europarlamentare.
A difesa del segretario
Ad alzare un muro a difesa del segretario sono le truppe dei fedelissimi di Salvini. Tra i più attivi c’è Andrea Crippa, già vicesegretario del partito. Poi, Luca Toccalini, e la vicesegretaria e deputata europea Silvia Sardone, i fedelissimi Susanna Ceccardi, e l’altro vicesegretario, Claudio Durigon. E’ lui, in una intervista al Corriere, che commenta così’ l’idea di una associazione interna al partito: “Questa associazione mi sembra strana, non ne ho contezza. So che erano contrari all’associazione che all’epoca aveva creato Vannacci e quindi mi sembra strano che possano essere oggi favorevoli ad altre associazioni. Però credo che noi dobbiamo ritrovare la nostra identità all’interno della Lega attraverso i temi e le vere battaglie”. “Salvini ci ha portato al 34%-ha detto Silvia Sardone- ed è il caso che qualcuno se lo ricordi”.
La risposta di Salvini: “Il partito è unico su tutto il territorio”
“C’è la Lega che ha 500 sindaci e decine di migliaia di iscritti. Se qualcuno ha delle sue riflessioni da fare ben vengano. Ma la Lega è il partito del Nord, del Centro, del Sud. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa viva la democrazia però non è il partito. Il partito è’ qua oggi”, ha detto Matteo Salvini.