La crociata diventa crociera
Altro giro, altra Flotilla: niente Gaza, ad agosto è destinazione Albania
Dopo Israele e la sortita sul Lago di Ginevra, gli attivisti salpano da Brindisi per contestare il maxi resort albanese legato a Jared Kushner. Cambia la rotta e la causa, ma il bersaglio resta sempre il malvagio Occidente
Politica - di Alice Carrazza - 19 Agosto 2026 alle 13:24
Ci risiamo. Si riparte per l’ennesima crociata, anche se stavolta sarebbe più onesto chiamarla crociera. Archiviati i tentativi primaverili verso Gaza, fermati dalla Marina israeliana, e l’incursione sul Lago di Ginevra, interrotta dalla Gendarmerie svizzera, la Global Sumud Flotilla cambia rotta, formato e causa: giovedì 20 agosto tre imbarcazioni salperanno da Brindisi verso Sazan, l’isola albanese di fronte a Valona. Nessun blocco navale da forzare, nessuna zona di guerra da raggiungere. La nuova missione è salvare i fenicotteri.
Il programma ha il sapore di una vacanza militante organizzata con largo anticipo. Prima della partenza sono previste conferenze, musica e iniziative sul lungomare pugliese; poi una traversata adriatica di poco più di cento chilometri. L’operazione, promossa insieme ai collettivi Mesdhe e Palestina e Lire, servirà a portare rinforzi alla “Rivoluzione dei Fenicotteri”, la mobilitazione esplosa in Albania contro i grandi progetti turistici sulla costa meridionale. Un fronte decisamente più vicino e, salvo imprevisti, meno sorvegliato di quello mediorientale.
Il resort di Kushner infiamma l’Albania
Al centro della contestazione c’è il progetto sostenuto da Jared Kushner, genero del presidente Usa Donald Trump e fondatore di Affinity Partners, per trasformare Sazan in una meta riservata al turismo d’élite. L’isola, già base militare del regime comunista e oggi quasi disabitata, dovrebbe ospitare hotel, ville e strutture ricettive di lusso. Il piano approvato dal governo albanese interessa 45 ettari, vale circa 1,4 miliardi di euro e promette un migliaio di posti di lavoro. Ovviamente, è tutto da vedere.
A questo intervento si affianca il più ampio sviluppo previsto sulla costa di Zvërnec, vicino alla laguna di Vjosa-Narta. È soprattutto quest’area umida, popolata da pellicani, tartarughe marine, foche monache e dagli ormai celeberrimi uccelli rosa, ad aver acceso la protesta ambientalista. Da maggio migliaia di persone sono scese in piazza a Tirana e in altre città brandendo sagome di cartone e fenicotteri gonfiabili, sotto lo slogan «L’Albania non è in vendita». Anche le rivoluzioni, evidentemente, hanno ormai un reparto merchandising.
Gli oppositori denunciano il consumo di territorio, la scarsa trasparenza delle procedure e i possibili danni a un ecosistema protetto. La procura speciale anticorruzione albanese ha avviato accertamenti sulle modifiche apportate alle tutele ambientali e sulla provenienza di alcuni titoli di proprietà. Un’altra inchiesta riguarda il sospetto impiego di documenti falsi da parte dell’imprenditore che ha ceduto parte dei terreni. Nessuna irregolarità è però, in ogni caso, stata contestata a Kushner o alle società investitrici.
Dalla Vlora alla crociera militante
La scelta di Brindisi contiene anche un richiamo storico. A bordo vi saranno i figli di alcuni albanesi arrivati in Italia sulla Vlora, la nave che l’8 agosto 1991 trasportò a Bari oltre ventimila persone in fuga dal collasso del comunismo. Trentacinque anni dopo, quella rotta sarà percorsa al contrario, e si potrebbe dire proprio con i comunisti: allora si lasciava l’Albania per cercare libertà e benessere in Italia; oggi si torna indietro per contestare un albergo a cinque stelle. “Eh come son cambiati i tempi”, direbbe qualche nonno…
Per ricucire Sazan a Gaza, gli organizzatori hanno definito il progetto un esempio di «colonialismo travestito da turismo». A facilitare l’operazione ideologica provvede il cognome di Kushner: dove compare il marito di Ivanka Trump, per la galassia antagonista Israele non può essere lontano. Durante le proteste sono circolate perfino teorie su un accordo segreto tra Edi Rama e Bibi Netanyahu. per trasferire palestinesi in Albania. Il premier ha liquidato la ricostruzione come «una totale fantasia».
Rama, amico e interlocutore della premier Giorgia Meloni, non sembra infatti intenzionato a lasciarsi impressionare o, ancor peggio, accusare dall’arrivo della flottiglia: «Non esiste alcuna possibilità che l’investimento si fermi finché ci sarò io», ha assicurato. Gli attivisti, però, hanno già apparecchiato la nuova battaglia. A Gaza c’erano le navi da guerra, a Ginevra i gendarmi. In Albania, almeno per ora, dovranno vedersela con Edi Rama e i fenicotteri gonfiabili.