Finisce la pacchia...
Targhe polacche, stop ai furbetti: la stretta del nuovo Codice della Strada cancella il trucco del risparmio
Sono settantamila gli autoveicoli che girano in Italia con targhe di Varsavia: oltre la metà a Napoli
Anche le macchine con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. E, quindi, soggette alle tariffe e alle imposte italiane. La clamorosa novità anti-elusione è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre. Un fenomeno che riguarda 70mila autoveicoli in Italia, oltre la metà delle quali concentrata a Napoli. Il fenomeno riguarda quasi prevalentemente le targhe polacche.
Il testo base del codice della strada
Il testo-base del nuovo Codice della Strada prevede che, dopo l’iscrizione del mezzo al REVE (Registro Veicoli Esteri), l’obbligo di assicurazione debba essere assolto esclusivamente con compagnie autorizzate o operanti in Italia. Decade quindi la possibilità di viaggiare stabilmente con la polizza polacca a prezzi stracciati.
Dal 25 maggio scorso, l’iscrizione al REVE per i veicoli con targa estera non è più gratuita, ma è vincolata al pagamento dell’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) calcolata in base ai kW del veicolo. Per le auto di grossa cilindrata si parla di costi di migliaia di euro.
L’elusione di imposte e tasse
L’obiettivo dei ministeri dell’Interno e dei Trasporti è chiaro: mettere la parola fine al fenomeno dell’esterovestizione di vetture immatricolate in Italia – le cosiddette targhe polacche (ma in passato erano state le targhe bulgare, e ancor prima quelle tedesche) – finalizzato non solo a eludere i costi, le imposte, e le tasse a cui sono soggetti i veicoli immatricolati in Italia. Ma anche a sfruttare l’inerzia di molti comandi di polizia locale nella notifica delle multe all’estero.
Il boom nella provincia di Napoli
I dati diffusi dall’ACI indicano che, sui circa 68.000 veicoli totali registrati in Italia con targa “PL”, tra i 35.000 e i 42.000 circolano stabilmente a Napoli e provincia. Vi è anche da dire, comunque, che le Rc auto proprio nella città partenopea fanno registrare il costo più alto d’Italia.
Dopo l’introduzione, il 25 maggio scorso, dell’obbligo di pagamento dell’Ipt al momento dell’iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri gestito dall’Aci sul quale dal 2022 devono essere obbligatoriamente annotati i mezzi immatricolati all’estero nella disponibilità di persone fisiche residenti in Italia o di persone giuridiche con sede legale in Italia, tra qualche mese toccherà all’assicurazione: «Dopo l’iscrizione nel registro», si legge nel testo-base del nuovo Codice della strada, «l’obbligo di copertura assicurativa è assolto mediante la stipula di un contratto con un’impresa di assicurazione autorizzata in Italia». Ovvero: un’impresa di assicurazione italiana.