Finisce l'incubo a Vicofaro
Il Vaticano rimuove don Biancalani: respinti i ricorsi del prete pro-migranti che in 10 anni di degrado, proteste e sgomberi, ha reso la parrocchia un hub
Pugno duro della Santa Sede: allontanato il "sacerdote dei clandestini" al centro di animose proteste che nel tempo hanno scatenato l'ira e l'indignazione di residenti e fedeli. Salvini: «Rimosso? Il tempo è galantuomo»...
Cala il sipario sull’era di don Massimo Biancalani, il sacerdote che per anni ha trasformato una parrocchia di quartiere in un centro d’accoglienza fuori controllo, scatenando il degrado, l’esasperazione dei residenti, e la protesta sdegnata dei fedeli, di fatto privati dei loro luoghi di culto. Si chiude così definitivamente l’esperienza pastorale e militante del sacerdote nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini, nel Pistoiense: dopo un lungo e complesso iter di diritto canonico, avviato dall’ex vescovo monsignor Fausto Tardelli, la Santa Sede ha respinto i ricorsi presentati dal sacerdote, confermandone la rimozione ufficiale dal servizio parrocchiale.
Don Biancalani rimosso dal servizio pastorale a Vicofaro e Ramani
Secondo le autorità ecclesiastiche e la decisione giunta dal Vaticano (e non solo…), il sacerdote avrebbe violato le norme del diritto canonico, trascurando la pastorale ordinaria per convertire arbitrariamente le strutture parrocchiali in centri d’accoglienza. Dopo la perdita della rappresentanza legale di Vicofaro. E il rifiuto di un trasferimento all’Ufficio missionario diocesano proposto dal vescovo, don Biancalani aveva tentato allora la via dei ricorsi a Roma: venendo però bocciato e fermato su tutta la linea.
Tanto tuonò, che piovve. E non che residenti e fedeli non avessero annunciato la burrasca…
Pertanto, ufficialmente oggi, l’attività di accoglienza di migranti che per un decennio ha reso don Biancalani uno dei personaggi più discussi a livello politico e sociale, locale e nazionale, dopo un lungo procedimento – passato anche per due volte in Vaticano – si scontra contro il no della Santa Sede e il tormento diventato denuncia di residenti e parrocchiani che ora trova una risposta esecutiva a denunci, appelli e suppliche: le autorità ecclesiastiche hanno giudicato l’operato del “prete dei migranti” una condotta in violazione del diritto canonico.
La parrocchia ridotta a un hub: per quasi un decennio don Biancalani è stato al centro di accese polemiche
Non si può dimenticare e tralasciare, infatti, che per quasi un decennio, don Biancalani è stato al centro di accese polemiche per aver trasformato i locali della chiesa in un hub di accoglienza per centinaia di migranti. Una scelta che ha provocato forti proteste tra residenti e parrocchiani e che ha portato, lo scorso luglio, allo sgombero dell’immobile di Vicofaro da parte della polizia in tenuta antisommossa.
Salvini: «Don Biancalani rimosso? Il tempo è galantuomo»
Così come ad oggi non possiamo prescindere dalle reazioni che la svolta ha scatenato in sede politica e in ambito sociale. Tra tutti, allora, segnaliamo il commento del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, da sempre critico verso la gestione dell’accoglienza da parte del sacerdote pistoiese, che non ha fatto attendere a lungo una suo commento social. Sul web il leader leghista ha postato la card con il titolo della Nazione “Don Biancalani rimosso: bocciati i ricorsi del parroco. È addio a Vicofaro e Ramini”. Chiosando poi con una didascalia conclusiva dal contenuto a dir poco emblematico e conclusivo: «Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo».
Come può evolvere la situazione ora
Al sacerdote rimangono ora sessanta giorni per un eventuale e ultimo ricorso. In assenza di novità o in caso di nuova reiezione, per il “prete dei migranti” l’unica strada percorribile sarà quella di accettare l’incarico burocratico presso l’Ufficio missionario della diocesi, abbandonando definitivamente la guida delle sue comunità. E mettendo in soffitta la casacca dell’attivista in tonaca pro-migranti a tutti i costi…