Presidenziali 2027
Marine Le Pen inarrestabile nei sondaggi: record storico al 36%, abbatte l’ultimo tabù e conquista la maggioranza per il secondo turno
Il 55% dei francesi non si dice più a disposto a votare contro il Rassemblement National: Macron in discesa libera
Il cordone sanitario non funziona più a Parigi. L’ultimo sondaggio sulle presidenziali dell’aprile 2027 non solo vede Marine Le Pen al 36%( il triplo dei principali avversari messi insieme) ma registra un dato più importante: in un eventuale secondo turno, solo il 45 % dei francesi si unirebbe per dirle di no. Il che significa, ad oggi, che l’Eliseo è molto più vicino per lei o per Bardella, il co-leader del Rassemblement National, e candidato alternativo nel caso in cui la leader rinunciasse.
Il sondaggio
Ecco i dati in percentuale estratti dagli ultimi sondaggi dell’istituto Ifop-Fiducial: Marine Le Pen 36%, Jean-Luc Mélenchon 13%, Édouard Philippe 11%, Raphaël Glucksmann 9% e Gabrile Attal 8%. Allo stato sarebbe un ballottaggio con Mèlenchon ma è fin troppo prematuro pronosticarlo. Mentre emergono le proiezioni per il secondo turno.
Al ballottaggio vincerebbe contro chiunque
Le Pen vincerebbe contro chiunque dei suoi antagonisti al ballottaggio. Raggiungendo il 61% contro Melenchon. Ma il dato ancora più significativo è che solo il 45% degli intervistati dice che si unirebbe pur di battere lei o, nel caso in cui rinunciasse, Bardella, facendo cadere il totem della “santa alleanza” democratica.
Non a caso oggi Le Monde lancia un allarme alquanto insolito. Stando al quotidiano, Le Pen «conta di far inserire» nella Costituzione «le basi dell’estrema destra, dall’abolizione dello ius soli alla “priorità nazionale”, ad una serie di ostacoli al diritto d’asilo». Secondo il quotidiano, questa riforma rappresenterebbe «una rivoluzione politica e giuridica, che rischia di isolare la Francia in Europa». Un’ipotesi assai lunare.
L’effetto Macron
I sondaggi certificano che il voto in Francia è diventato un plebiscito contro Emmanuel Macron. Il crollo dei candidati centristi è la conseguenza diretta di un forte sentimento di rigetto da parte degli elettori verso il Presidente della Repubblica. Nelle intenzioni di voto per il Parlamento, il partito di Macron (Ensemble) è sprofondato al terzo posto, perdendo oltre 6 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni legislative.
Gli elettori francesi sono così contrariati dalle politiche economiche e sociali di Macron che si rifiutano di applicare il vecchio “voto utile”. Nei ballottaggi proposti dai sondaggi, la maggioranza degli elettori di sinistra e moderati preferisce astenersi o votare a destra, piuttosto che salvare i candidati legati all’attuale governo. La France sta cambiando.