Influencer militanti
Da ballerina della Flotilla ai cento metri tra i migranti: “Barbie Gaza” ora sbarca a Ceuta in versione velocista (video)
La passeggiata notturna finisce con il fiatone. Fuori dall’inquadratura restano quindici segnalazioni per violenze, per lo più su minorenni, e agenti allo stremo. La gente ha paura, la bionda no
Esteri - di Alice Carrazza - 19 Agosto 2026 alle 15:55
Da ballerina della Flotilla a velocista sulla spiaggia di Ceuta. Le crisi cambiano, il personal branding resta. Hannan Alcalde, conosciuta anche come Ana e ribattezzata sui social “Barbie Gaza”, ha lasciato il ponte delle imbarcazioni dirette verso la Striscia per comparire alla playa del Trampolín, dove migliaia di migranti continuano ad accamparsi. Kefiah palestinese al collo, viveri da distribuire, e smartphone a portata di mano: l’emergenza può cominciare, purché sia in formato verticale e duri abbastanza poco.
Il Secolo d’Italia ne aveva già tracciato l’identikit in tempi non sospetti. Granadina, ex assistente sociale, convertita all’Islam dopo aver conosciuto proprio a Ceuta il marito marocchino, madre di sei figli e titolare di un profilo TikTok da oltre un milione di seguaci, era diventata celebre danzando sulla Flotilla. Ora, con Gaza scivolata fuori dalle aperture quotidiane, ha trovato una nuova causa a chilometro zero.
“Free Palestine” pure a Ceuta
Per suggerire che la città non sia poi così insicura, Alcalde ha deciso di attraversare di sera la spiaggia occupata dalle baracche. «Sto camminando in diretta, sto passando», annuncia nel filmato. Più che passeggiare, però, procede con l’andatura di chi ha lasciato il forno acceso. Saluta rapidamente i migranti – «Ciao ragazzi, ciao a tutti» – e precisa di non volerli riprendere troppo per evitare che si sentano trattati «come animali».
Il test di normalità dura pochi istanti e non persuade gli utenti. C’è chi osserva che l’attivista si muove con la protezione riservata a Taylor Swift all’uscita da un concerto. E chi, vedendola già con il fiato corto, le assegna il record dei cento metri. Il principio sembra semplice: il cittadino può stare tranquillo, purché riesca a mantenere il passo di Barbie Gaza.
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Il video diventa ancora più curioso alla luce dell’intervista concessa a “La mirada crítica”. Davanti alle telecamere di Telecinco, Alcalde ammette che l’arrivo di migliaia di persone ha prodotto «problemi di insalubrità» e limitato la vita quotidiana dei residenti. Riconosce la paura degli abitanti, ma la attribuisce alla narrazione «xenofoba» che associa immigrazione e criminalità. Infine invoca «un intervento rapido», purché non comporti la «militarizzazione» della città.
Lo spauracchio dell’uomo bianco
Sulle violenze Alcalde serve infine al pubblico il colpevole di ordinanza: l’uomo bianco. Almeno uno degli aggressori, assicura, sarebbe spagnolo. La precisazione, tuttavia, finisce lì: nessun nome, nessun arresto, e nessuna conferma negli atti giudiziari disponibili. Nei tre procedimenti finora arrivati davanti ai magistrati, i presunti responsabili sono tutti marocchini entrati durante l’ondata migratoria. Negli altri episodi gli autori non sono stati identificati.
Il Sindacato unificato di polizia conta complessivamente quindici aggressioni sessuali segnalate, in gran parte ai danni di minorenni. Oltre a rapine violente e attacchi contro gli agenti. L’aggressore spagnolo, almeno per ora, compare soltanto nel racconto di Barbie Gaza: un cameo provvidenziale per salvare il dogma dell’accoglienza quando la realtà comincia a guastare la sceneggiatura.
Fuori dall’inquadratura c’è intanto un’emergenza assai meno fotogenica. Il segretario generale del Sup, Carlos Prieto, denuncia bottiglie d’acqua da dividere tra due poliziotti, nessuna zona d’ombra, e pause insufficienti. Una settantina di agenti, riferiscono i sindacati, è stata sistemata tra letti a castello, materassi sporchi e pavimenti, con un unico gabinetto. Tra i militari si contano inoltre una decina di casi di scabbia confermati dalla Difesa, quattordici secondo la Unión de Militares de Tropa (Umt), che punta il dito contro le condizioni degradate degli alloggi.
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Ceuta resta così sospesa tra Barbie Gaza che attraversa la spiaggia in fretta e furia per una manciata di like. I poliziotti in fila per bere o andare in bagno. E Pedro Sánchez nel buen retiro di Lanzarote. Alla playa del Trampolín, intanto, corrono tutti: i migranti verso la Penisola. L’influencer verso l’algoritmo. E il governo lontano dalle proprie responsabilità…