Il punto delle indagini
Il Ris sulle tracce del cecchino di Prati: l’ipotesi del fucile. Un’altra donna denuncia: “Io colpita al polpaccio”
La Procura ha aperto un fascicolo per lesioni, dopo il ferimento di una donna al braccio. La vittima è stata operata. Dalle testimonianze emergono altri casi, raccontati ma non denunciati, che hanno coinvolto turiste
Potrebbe essere stato sparato con un’arma lunga, forse un fucile, il colpo che lunedì ha colpito al braccio la donna ferita a via della Giuliana, al quartiere Prati di Roma. È quanto ipotizzano i carabinieri della compagnia San Pietro e gli esperti balistici del Ris, che oggi hanno svolto un sopralluogo. Gli investigatori hanno confermato che i proiettili erano pallini metallici e hanno fatto una ricostruzione 3d della scena per risalire alla traiettoria degli spari. La vittima, la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano, è stata operata al Cto per la rimozione del pallino che era entrato in profondità nel braccio. In queste ore è arrivata la denuncia di un’altra donna, che era stata colpita lievemente alla gamba e che, dopo aver letto le notizie di questi giorni, si è resa conto di essere stata anche lei vittima del cecchino di Prati. La procura di Roma ha avviato un’inchiesta per lesioni.
Il sopralluogo del Ris
Secondo gli investigatori appare improbabile che chi ha sparato possa averlo fatto dallo stesso lato di strada dove si trovava la vittima. L’ipotesi è che i colpi possano essere stati sparati dal lato opposto, a una distanza di oltre dieci metri dalla quale sarebbe piuttosto difficile riuscire a raggiungere l’obiettivo con una pistola. Da qui l’ipotesi dell’utilizzo di un’arma lunga. Nessuna pista è stata esclusa e gli accertamenti stanno riguardando tutti gli edifici che si affacciano sull’area del ferimento, comprese le attività ricettive presenti nella zona.
Operata la donna colpita al braccio
Le notizie sulle condizioni di Stillitano sono buone. Contattata dall’agenzia di stampa Adnkronos, la Asl Roma 2 ha spiegato che “la sua riabilitazione sarà veloce e non avrà conseguenze: la prognosi è di 15 giorni”. “Il colpo ricevuto – ha spiegato ancora la Asl – non ha interessato né ossa né nervi ma ha colpito solo tessuti molli. La donna è stata operata dal direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia della mano, microchirurgia e reimpianto arti del Cto, Michele Rampoldi”. “L’operazione è andata bene, il proiettile è stato estratto ed è stato subito sequestrato dai carabinieri. Il braccio ovviamente mi fa male e ho delle flebo all’altro, quindi ho qualche difficoltà a muovermi. E questo è tutto quello che posso dire su di me”, ha spiegato poi la stessa Stillitano.
La denuncia di un’altra vittima: “Un colpo al polpaccio, ma non avevo capito”
L’eco che ha avuto il ferimento di Cristina ha consentito anche a un’altra donna di capire cosa le era successo qualche giorno prima. “È successo venerdì sera all’imbrunire. Mi stavo recando da largo Trionfale verso Piazzale Clodio, stavo camminando e ho sentito questo spostamento d’aria all’altezza della vita. Mi ha spaventata”, ha raccontato Angela Perrone, in diretta a Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele. “Davanti a me c’era questa signora che si è girata, non tanto perché io ho avuto dolore, ma per lo spostamento d’aria che ci ha colte un po’ così all’improvviso”, ha proseguito la donna, ripercorrendo quei momenti. “Ci siamo spaventate. Poi ho sentito questo colpo sordo senza rumore sul polpaccio. Non avevo nulla. Sono rimasta un po’ così imbambolata, e la signora mi ha detto ‘attraversiamo di corsa’ perché avevamo paura che ci riprovassero”. Sull’ipotesi che il colpo sia partito da un’auto, Angela Perrone ha spiegato che “non c’erano macchine parcheggiate, il quartiere si svuota a quell’ora”. “Ho un piccolo livido come una nocciolina”, ha poi concluso relativamente alla ferita, spiegando che “non ho ipotizzato fosse un’arma altrimenti avrei denunciato. Spavento sì, l’ho avuto. Poi lunedì mattina quando ho letto i giornali, ho ricollegato. Mi sembrava corretto dare la mia testimonianza alle forze dell’ordine”.
Le testimonianze sugli altri episodi
RomaToday riferisce di altri due casi, raccontati ma non denunciati, entrambi riferiti a sabato sera: il primo contro due amiche in visita a Roma e l’altro contro un gruppo di quattro giovani turiste spagnole. Ci sono poi le testimonianze raccolte in zona, cui aveva già fatto riferimento anche Cristina Stillitano nel post in cui raccontava cosa le era successo. “Ho sentito dei colpi e delle ragazze urlare a pochi metri dal punto dove la signora è stata ferita. Ora sembra si parli di colpi di pistola o di fucile alle serrande di un locale lì vicino, che adesso è chiuso. Anche il marito di una mia amica, che stava fuori dal negozio della moglie per rispondere a una telefonata, ha sentito un colpo netto come quelli dei fucili ad aria compressa che si trovano alle giostre, per capirci. E da quello che mi ha descritto, il colpo poi sarebbe andato a finire nel fogliame di un albero lì vicino. Il fatto è che componendo tutti questi episodi, che all’inizio sembravano insignificanti, è evidente che c’è qualcuno che spara dalla finestra. E ora siamo tutti un po’ preoccupati”, ha detto all’Adnkronos Daniela Gallo, residente a Prati.
Gli abitanti del quartiere: “Tutti ricordiamo il caso di Marta Russo”
“Io mi ricordo di aver sentito dei colpi in successione – ha aggiunto la signora – e poi ho sentito delle urla, ma non saprei dire se fossero i rumori delle sirene all’uscita dello stadio Olimpico, che è qui vicino; inizialmente non ho pensato a uno sparo, credevo fossero mortaretti o cose del genere. Poi, però, ripeto, mettendo insieme tutte queste tessere esce fuori un quadro che preoccupa noi residenti”.
“È ovvio – ha proseguito la donna – che sapere che c’è qualcuno che spara dalla finestra non è una cosa normale. Tutti ricordiamo il caso di Marta Russo”. “Questa mattina i carabinieri sono venuti qui, hanno chiuso la strada e hanno effettuato i rilievi. Sono venuti anche gli esperti di balistica, credo, e stanno analizzando tutto ciò che potrebbe aiutare a ricostruire il fatto. L’auspicio è che “i carabinieri riescano a scoprire chi è stato” e “si arrivi ad una conclusione rapida di questa brutta storia, che sta mettendo in ansia un po’ tutti”.