Da Centocelle a Pietralata
Il cardinale Reina lancia l’allarme su Roma: “Ha bisogno di ritrovare il significato della prossimità”
Dopo i drammatici fatti di cronaca di questi giorni, il cardinale vicario avverte: “Una città non può dirsi veramente umana quando qualcuno soffre accanto a noi e noi non ce ne accorgiamo”
Non fatti di cronaca da leggere singolarmente, ma eventi drammatici che raccontano di uno sfilacciamento sociale che non può essere ignorato e che mette a rischio «l’umanità stessa» della Capitale. È stato il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, a voler lanciare un allarme che suona come un atto d’accusa sulla tenuta della città dopo i casi scioccanti della madre uccisa a Centocelle dal figlio 16enne e della famiglia di Pietralata – padre, madre e figlia – trovata morta nella propria abitazione, che gli investigatori hanno da subito inquadrato come un caso di omicidio-suicidio, un “dramma della disperazione” legato probabilmente alla disabilità della bimba.
Una città che “non può dirsi veramente umana”
“Una città non può dirsi veramente umana quando qualcuno soffre accanto a noi e noi non ce ne accorgiamo”, ha avvertito il cardinale Baldo Reina, dopo il caso di Pietralata. “Le drammatiche vicende che nelle ultime ore hanno sconvolto Roma ci lasciano sgomenti. Di fronte alla morte violenta di una madre a Centocelle e alla tragedia di un’intera famiglia a Pietralata, sentiamo anzitutto il bisogno della preghiera e della vicinanza a quanti sono stati colpiti. Come Chiesa di Roma affidiamo al Signore le vittime e ci stringiamo alle loro famiglie e alle comunità ferite da un dolore così grande”, si legge nel messaggio di Reina pubblicato sul sito della Diocesi di Roma.
Una domanda che non si può evitare
“Quanto è accaduto ci interpella profondamente. Senza anticipare giudizi su vicende che spetta alle autorità competenti chiarire, non possiamo sottrarci a una domanda: quanta sofferenza attraversa silenziosamente le case della nostra città senza che nessuno riesca a scorgerla? Dietro le porte delle nostre abitazioni possono consumarsi solitudini, fragilità, paure e disperazioni che troppo spesso rimangono invisibili”, ha osservato ancora il cardinale.
La necessità per Roma di ritrovare “il significato della prossimità”
“Queste tragedie interrogano le nostre comunità: siamo davvero luoghi nei quali chi è ferito, solo o smarrito può trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo e accompagnarlo? Roma – ha avvertito il cardinale Reina – ha bisogno di ritrovare il significato della prossimità. Abbiamo bisogno di tornare a guardarci, ad ascoltarci, a prenderci cura gli uni degli altri. Il dolore di questi giorni non rimanga soltanto cronaca, diventi un appello alle nostre coscienze perché nessuno, nella nostra città, debba sentirsi così solo da non vedere più la speranza”.