La tragedia a Piacenza
Rider muore a soli 42 anni nell’ultimo giorno di contratto. Conte fa sciacallaggio, Lega e FdI gli ricordano il decreto Primo maggio
Il centrodestra chiede l'applicazione rigorosa delle norme introdotte dal governo, sollecitata anche dalla Procura di Milano nell'ambito della vicenda del controllo giudiziario di Glovo
Morto a 42 anni nell’ultimo giorno di contratto da rider precario. Pasquale Andriotta, un corriere e driver di 42 anni impiegato in appalto in un magazzino di Caorso nel piacentino è morto l’ultimo giorno di lavoro del suo contratto da precario. Il caso ha riacceso le polemiche su un settore che ha già visto l’inasprimento delle sanzioni da parte del governo Meloni.
La Lega: “Inaccettabile”
“La vicenda del rider morto a Piacenza per un malore nell’ultimo giorno di lavoro è inaccettabile. È una vergogna. Bene il governo Meloni che ha inasprito le norme e introdotto nuove misure. Ma bisogna sanzionare. È una cosa che riguarda anche altre professioni dove ci sono contratti mascherati che nascondono le subordinazioni. Ci vogliono risarcimenti record anche per lo stress provocato. Siamo vicini alle forze sindacali in questa battaglia che non riguarda solo i rider ma tutti i lavoratori sfruttati“. Lo dichiara Simona Loizzo, deputata della Lega.
La vicenda Glovo e l’invito della magistratura
Nei giorni scorsi era emersa la vicenda dei rider che lavorano per Glovo. A febbraio, la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario (un commissariamento parziale) per la filiale italiana di Glovo. L’accusa iniziale ipotizzava lo sfruttamento organizzato di circa 40.000 ciclofattorini in tutta Italia. I magistrati avevano rilevato paghe reali bassissime (spesso ferme a 2,50 euro a consegna), l’assenza di tutele sulla sicurezza e un sistema di “punteggi” gestito dall’algoritmo che costringeva i rider a turni massacranti per non essere penalizzati o esclusi dalla piattaforma.
Per uscire dal commissariamento e dimostrare di essersi regolarizzata, Glovo Italia ha introdotto a partire dal 1° giugno un nuovo piano tariffario. La società ha proposto di innalzare la paga oraria minima da 10 a 14 euro lordi l’ora, e il fisso per singola consegna da 2,50 a 3 euro. Il 26 agosto, tuttavia, il Pm Paolo Storari ha depositato un parere fortemente contrario alla revoca del controllo giudiziario, parlando di “aumenti solo sulla carta” e “truccati”.
Applicare le leggi Meloni
Il governo Meloni ha introdotto importanti novità legislative riguardanti i rider e i lavoratori delle piattaforme digitali. Gli interventi normativi principali si sono concentrati su due provvedimenti approvati nel corso del 2026: il Decreto Primo Maggio 2026 (decreto-legge sul lavoro) e il successivo Decreto Rider. La Procura milanese ha fatto proprio riferimento a queste nuove norme da applicare nella vicenda Glovo.
Le critiche di Conte la risposta di FdI: “Soffre di amnesie”
Giuseppe Conte ne ha approfittato per attaccare il governo, che “non pensa ai lavoratori”. Puntuale la risposta di FdI. “Al presidente Conte dico che la morte del giovane rider di origine calabrese a Piacenza nel giorno della scadenza del contratto ci addolora. Ma Conte soffre di amnesia”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi. “È stato il governo Meloni come dice la Procura di Milano con il decreto 1 maggio a introdurre norme durissime contro lo sfruttamento dei lavoratori. Chi sfrutta i lavoratori a ogni livello è giusto che paghi e i risarcimenti arrivano a cifre record. È una cosa che non riguarda solo i rider”, conclude Antoniozzi.
I risarcimenti record
Una recente e storica giurisprudenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di subordinazione mascherata, non si applica il tetto massimo di mensilità (i limiti risarcitori previsti dal Jobs Act o dalla Legge Fornero). Il lavoratore ha diritto al risarcimento integrale e retroattivo di tutto ciò che ha perso negli anni. Quando un giudice riconosce una subordinazione mascherata (un falso lavoro autonomo), il risarcimento del danno non si limita alla restituzione dei soldi evasi in busta paga. La legge e la giurisprudenza riconoscono due tipologie di danno profondamente diverse, ma cumulabili, che concorrono a generare i risarcimenti record: il danno da messa in mora (patrimoniale) e il danno esistenziale (non patrimoniale). E molti rider stanno percorrendo la strada giudiziaria.
I danni per i rider
Nelle cause intentate da singoli lavoratori rimasti incastrati per molti anni in finti contratti autonomi (specialmente false Partite Iva o contratti a progetto simulati come nel caso dei rider finiti sotto l’occhio della Procura milanese), i risarcimenti totali più alti in Italia oscillano tra i 200.000 e le 500.000 euro.