Guerra ibrida
Ordigni contro la centrale elettrica: Germania in massima allerta per i sabotaggi di Mosca. Pista russa anche per Lipsia
Lo scalo è strategico come hub per l'invio degli aiuti all'Ucraina. Possibili nuove sanzioni da parte dell'Ue nei confronti del Cremlino. Danni alle centrali elettriche al confine polacco
Il governo tedesco presume che “l’incidente” del drone di agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle sia stato un attentato orchestrato da Mosca. Lo riporta il quotidiano tedesco Bild citando fonti della sicurezza proprio nel giorno in cui sono stati ritrovati ordigni, uno dei quali esploso, vicino al confine polacco. La Germania, uno dei principali sostenitori dell’Ucraina nella guerra contro la Russia, è ormai in stato di massima allerta per possibili azioni di sabotaggio e attività di spionaggio legate a Mosca.
Secondo informazioni ottenute da Bild, le conclusioni degli inquirenti su Lipsia si sono ormai consolidate al punto che il governo tedesco intende attribuire l’incidente del drone a un presunto servizio di intelligence russo. Fino ad ora, il governo tedesco si era astenuto dal formulare accuse dirette ma il cancelliere Friedrich Merz aveva già annunciato che l’indagine era in fase di conclusione.
Cosa è successo a Lipsia
Nella notte tra il 4 e 5 agosto scorso, un dipendente dello scalo ha notato un drone (un quadricottero) posizionato sulla pista dell’area cargo, esattamente accanto a un aereo cargo ucraino Antonov. Quello di Lipsia è un hub strategico fondamentale, usato dalla flotta ucraina per mettere al riparo i propri aerei commerciali e militari e per trasportare aiuti. Il drone era imbottito di una miscela altamente esplosiva (esplosivo militare Hexogen) e dotato di un detonatore.
Gli ordigni ritrovati: uno è esploso
Ordigni artigianali sono stati trovati nei pressi di una centrale elettrica nella Germania orientale, vicino al confine polacco, nei pressi di una centrale elettrica. Lo ha riferito la polizia.
Diverse linee elettriche sono state danneggiate e l’erogazione di energia è stata brevemente interrotta, hanno riferito la polizia e un gestore della rete. Intorno alle 8 (Ore 6 gmt) sono stati rinvenuti diversi ordigni artigianali presso la sottostazione di Preilack, che distribuisce l’energia prodotta dalla vicina centrale di Jänschwalde, ha sottolineato all’Afp una portavoce della polizia. Almeno uno degli ordigni è esploso, mentre gli altri non sono riusciti a detonare, ha riferito la portavoce, aggiungendo che nessuno è rimasto ferito e che non si è verificato alcun blackout significativo nell’area, situata a circa 100 chilometri a sud-est di Berlino. Il gestore della centrale, Leag, ha dichiarato in un comunicato che presso la sottostazione “è stato compiuto un attacco”.
Berlino: “Non ci faremo intimidire”
“La Russia deve sapere che la Germania è un fattore di stabilità in Europa, sempre pronta a negoziare, ma che non si lascerà in alcun modo intimidire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul parlando alla Zdf, in riferimento al caso di Lipsia. Wadephul ha annunciato una “risposta decisa” da parte del governo tedesco, sottolineando la necessità di rafforzare la sicurezza del Paese. “La Germania deve essere sicura. Dobbiamo organizzarci in modo tale che chiunque ci attacchi sappia che troveremo delle risposte. Ed è quello che stiamo preparando con cura”, ha affermato. Il ministro ha spiegato che il governo sta lavorando “a pieno ritmo” alla risposta, ma che le eventuali misure dovranno essere attentamente coordinate”. “Dobbiamo analizzare con precisione gli elementi di cui disponiamo e discutere con calma quali conseguenze trarne”, ha aggiunto Wadephul.
Kallas: “Seguiamo gli eventi”
L’Ue aspetta di “sentire notizie e le informazioni” a seguito degli attacchi ibridi registrati in Germania e attende “la condivisione dell’intelligence raccolta su questi attacchi” prima di valutare come muoversi. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas. Non sono da escludere nuove sanzioni nei confronti di Mosca.
Da tempo i funzionari dell’intelligence europea monitorano quelli che descrivono come episodi di sabotaggio russi in Europa, volti a indebolire l’unità della Nato e la volontà dei suoi stati membri di sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa. Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente tedesca della Commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo, ha chiesto che la Russia sia identificata chiaramente come la mente dietro il tentato attacco a Lipsia.