Fascino politico
I belli votano a destra: la teoria dell’analista britannico spiega come la biologia impatti sul voto
Dal cervello all’“effetto alone”, Turi Munthe indaga il legame tra biologia e orientamento politico. Delon e Bardot? Due casi da manuale
I belli votano più facilmente a destra. Prima di liquidare la faccenda come l’ultima provocazione confezionata per animare un talk show, conviene però guardare dentro il cervello. Letteralmente. Turi Munthe, giornalista e analista politico britannico, sostiene infatti che tra la nostra biologia, l’aspetto fisico e le preferenze espresse nell’urna esistano legami molto più stretti di quanto siamo disposti ad ammettere.
È la tesi al centro del nuovo saggio “Perché pensiamo quello che pensiamo. Anatomia delle opinioni“, pubblicato da Corbaccio e atteso il 19 settembre a Pordenonelegge. Munthe raccoglie ricerche ed esperimenti per rispondere a una domanda apparentemente semplice: quanto c’è davvero di nostro nelle idee che consideriamo nostre?
Il voto scritto anche nel cervello
La risposta mette in discussione parecchie certezze. Cultura, famiglia, storia e ambiente sociale restano fondamentali, ma non esauriscono il problema. Sulle nostre scelte inciderebbero anche il clima, la geologia dei luoghi nei quali viviamo e persino la conformazione biologica. Sono le «connessioni», parola chiave del volume, che agiscono spesso senza chiedere il permesso alla coscienza.
Uno degli studi citati arriva a una conclusione sorprendente: osservando la risonanza magnetica del cervello di un diciassettenne sarebbe possibile prevedere con il 70% di accuratezza se da adulto svilupperà un orientamento politico di destra o di sinistra. Altro che indecisi dell’ultima ora: una parte della scheda elettorale potrebbe essere già scritta tra i neuroni.
Poi c’è l’aspetto fisico. Le persone dotate di tratti somatici più simmetrici beneficiano fin dall’infanzia del cosiddetto “effetto alone”: una caratteristica giudicata positivamente finisce per migliorare, agli occhi degli altri, anche tutto ciò che la circonda. Chi è considerato attraente viene trattato meglio, incontra più disponibilità e attraversa con minore fatica alcune situazioni sociali. «Avendo vissuto la vita a un livello più agevole – spiega Munthe – queste persone tendono a credere maggiormente nella meritocrazia, una posizione politica tipicamente riconducibile alla destra». Naturalmente, non è un riflesso automatico.