Giuseppi da Nova con furore
Conte e conti da incubo, paghetta fuori badget ai 18enni e show di fogli strappati stile tv movie: qualcosa non torna. E Picierno lo fa a pezzi (video)
Come una superstar più da cinema che da politica spettacolo: tra "Capitale 18", voti ai 16enni e ritorno della demagogia a spese dei contribuenti, il leader M5S rispolvera pure le idee di Letta che prima bocciava...
Torna il solito, nefasto “gratuitamente” di Conte – e pagato a caro prezzo tra bonus e Superbonus dagli italiani contribuenti loro malgrado all’utopia esosa – a fare da apripista alla fiera delle assurdità è il cosiddetto “Patto per i giovani”: un trionfo di demagogia che promette un “Capitale 18” da 15.000 euro di regali a chiunque compia la maggiore età. Da elargire persino a chi proviene da famiglie con redditi fino a 300mila euro. Un paradosso contabile che trasforma il futuro delle nuove generazioni in una lotteria di Stato. Mentre si strizza l’occhio all’elettorato più giovane rispolverando la solita ricetta del voto a 16 anni.
Conte show a Nova, dalla paghetta salata i 18enne ai cartelli in stile tv movie
Non è più tempo di contabilità né di ragionevolezza: la politica secondo Giuseppe Conte ha definitivamente superato il confine della realtà per addentrarsi nel regno della pura e incontrollata demagogia pronta a trasformare il libro dei sogni di Giuseppi e M5S nel diario da incubo degli italiani. Non solo. Perché l’evento di Nova ha trasformato la piattaforma programmatico-elettorale del Movimento 5 Stelle in un festival dell’assurdo, dove i conti pubblici diventano un dettaglio irrilevante. E la propaganda si fa messinscena cinematogragica.
Quella pioggia di paghette ai giovani che rischia dilapidare le casse dei contribuenti
L’apripista di questa fiera è il tanto strombazzato “Patto per i giovani”, una pioggia di mance che promette un “Capitale 18” da 15.000 euro a chiunque compia la maggiore età. Un regalo erogato persino ai figli delle famiglie con redditi fino a 300mila euro: un paradosso da lotteria di Stato che finanzia la paghetta ai rampolli dei ceti abbienti e rispolvera la demagogica ricetta del voto a 16 anni. Il tutto condito dal cosiddetto “reddito creativo” da 1.000 euro al mese – (un compenso di base “dedicato ai lavoratori professionali della cultura e della creazione” secondo il M5S) – e da una selva di bonus a pioggia.
Cifre che lievitano… Ma non bastava lo sconquasso Bonus e Superbonus?
Peccato solo che, come calcolato dagli economisti, il conto totale delle promesse pentastellate – tra Iva sgonfiata, sussidi e azzeramenti vari – lieviti intorno a cifre astronomiche da 120 miliardi all’anno, a fronte di coperture aleatorie quantificate in appena 13,5 miliardi una tantum. Una somma che equivale a un decimo del valore di spesa preventivato per il solo primo anno… E, nei fatti, una voragine nei conti pubblici che sbriciolerebbe la finanza statale in macerie.
Conte a Nova, tutto fa spettacolo… Ma i conti non tornano
Ma la sostanza economica non basta. E a Conte non può bastare… Serve lo spettacolo. Ed ecco allora il leader pentastellato salire sul palco di Nova per l’ennesimo show, arrivando a strappare a favore di telecamera i fogli contro il riarmo a Kiev. E a promettere la tabula rasa delle riforme sulla giustizia. Una sceneggiata teatrale che Pina Picierno, ma non solo, ha prontamente sbeffeggiato, chiedendosi come partiti che si definiscono democratici ed europeisti possano ancora considerare credibile un’alleanza giallorossa con simili posizioni.
Picierno stralcia Conte che a Nova straccia i fogli
Per l’esattezza: «”Io ho una sola domanda: come fanno partiti che si definiscono democratici ed europeisti a considerare ancora possibile una alleanza con un movimento che ha queste posizioni? Spiegatemelo», scrive Pina Picierno condividendo il filmato in cui Giuseppe Conte strappa un foglio con la scritta “Riarmo“. Il primo di una lunga serie… Del resto, non è notizia di oggi che proprio l’alleanza con i Cinque Stelle e l’ambiguità sul tema della guerra aveva spinto Picierno a lasciare i dem. E oggi, con tanto di video di Conte, ecco un’altra frecciata al partito di Elly Schlein.
Lo smemorato Conte che riciccia Letta… e rivaluta al contrario una vecchia proposta
Ma, va detto, la ciliegina sulla torta e sopra a tutto, il paradosso più grottesco resta la totale amnesia del buon Giuseppi. Nel 2021, quando la “dote ai diciottenni” finanziata con le tasse di successione fu avanzata da Enrico Letta, l’allora e attuale leader M5S si disse nettamente contrario, liquidandola come uno specchietto per le allodole inefficace che scontentava i diciannovenni e non creava vero lavoro. Ma oggi, quella stessa identica misura viene rispolverata e venduta come la panacea di ogni male. E alla fine della fiera, dalla fermezza di ieri alla marcia indietro di oggi, la coerenza contiana si conferma un elastico flessibile, sempre pronto a piegarsi al prossimo applauso facile. Ma tutto fa spettacolo. O meglio, politica spettacolo, un mix di mondi evidentemente tanto caro al numero uno pentastellato…
Faremo piazza pulita. pic.twitter.com/vmu2wJzy4e
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) September 20, 2026