Il libro
Carmelo Causale, “una voce fuori spartito” da riscoprire per riflettere sulla libertà delle idee
La raccolta edito da Officina della Stampa restituisce l'opera dell'intellettuale meridionale che è stato poeta, drammaturgo, critico letterario, reporter di guerra, attivista politico e opinionista. E che è scomparso troppo presto
La raccolta Una voce fuori spartito. Poesie e brani di saggi, racconti, drammi (Officina della Stampa, ed.) di Carmelo Causale è il testo che in molti non avrebbero mai voluto tenere tra le mani. Il motivo è semplice e, a spiegarlo, si rinnova il dolore. Causale, infatti, è andato via troppo presto, lasciando in sospeso alcuni lavori che avrebbero raccontato da un punto di vista imprevedibile le vicende della destra italiana, della cultura europea e della Sicilia contemporanea.
Carmelo Causale: “Una voce fuori spartito”
Poeta, drammaturgo, critico letterario, reporter di guerra in Afghanistan e in Bosnia, nonché attivista ed opinionista, è morto nel 2023, all’età di sessantasette anni, a Catania. Un nome non noto al grande pubblico, ma apprezzato dagli addetti ai lavori, avendo preso parte ad alcune esperienze di ricerca tra le più innovative dell’area non conforme e non solo. È stato fondatore del gruppo letterario Vertex e dell’Officina Metapolitica Hetairia. Ha, inoltre, collaborato con il mensile Area di Marcello De Angelis e Gabriele Marconi e con l’Italia settimanale di Marcello Veneziani.
Nel 1996 ha fondato e diretto la rivista internazionale di Lettere e Arti Colophon. Sono a sua firma i drammi Cavalcanti (2001), sul rapporto tra poesia e politica, Quale libertà (2010), sui fatti di Bronte del 1860, e Nietzsche. Nascita e morte della tragedia (2011).
L’impegno politico
Una personalità densa e complessa, quella di Carmelo Causale. Una figura da esplorare assieme a un’opera da rimettere in ordine e far conoscere ai più. Sotto il profilo politico, è stato certamente un testimone attivo di quanto è avvenuto nel Movimento sociale italiano e nelle sue evoluzioni dal 1970 in poi, spendendosi personalmente sia in senso organizzativo sia intellettuale, ma anche in diverse altre fucine metapolitiche.
L’attività culturale
Sul versante culturale – come detto – si è mosso con disinvoltura; una parte della sua opera è sotto pseudonimo (il principale fu William), ingrediente che rende particolarmente difficile la ricognizione complessiva della sua attività artistica.
L’opera di un intellettuale meridionale
Una voce fuori spartito non va considerato affatto un testo postumo (sebbene siano presenti anche degli inediti, come quello tratto dal dramma Il filosofo gentile). Si tratta semmai di una raccolta pensata (con il contributo fondamentale di Rocco Giudice e Mauro Curcuruto) per segnalare ai più l’opera di un intellettuale meridionale che, almeno in vita, non ha conosciuto la considerazione che avrebbe potuto meritare. Ma anche per avviare un percorso di approfondimento e confronto critico circa la sua eredità intellettuale e il periodo storico nel quale ha vissuto.
Invettive per riflettere
Perché rileggere i suoi saggi e le sue poesie? Perché Causale pone una questione non solo attuale, ma urgente: quale rapporto può esistere tra prassi politica, estetica civile, ricerca culturale e quella libertà intellettuale di cui certuni farebbero volentieri a meno quando c’è da mettere in sordina idee non condivise? Basterebbero questi interrogativi per riprendere in mano le sue invettive e riflettere.
Un velo da rimuovere
Del resto, come scriveva lo stesso Causale in merito a Ernst Jünger, «gli eroi, i credenti e gli amanti non muoiono interamente, in ogni epoca essi vengono riscoperti, e in questo senso il mito riemerge in ogni tempo». Insomma, la bussola per esplorare la sua opera è lui stesso a fornirla attingendo dal bagaglio dell’impersonalità attiva. Davanti a questa indagine – come avvertiva Causale – non c’è nulla da «creare», c’è semmai un «velo» da rimuovere.