Dem colpiti e affondati
Anche l’analista arabo concorda sul no burqa in classe e smonta la sinistra: “L’Italia non deve chiedere il permesso a nessuno per restare italiana”
Nella riflessione dell'esperto emiratino a nudo le contraddizioni dell'opposizione: «Vogliono essere più musulmani dei musulmani». E con tanto di affondo finale: «Proteggere le vostre scuole non è islamofobia...»
Divieto di burqa e niqab nelle scuole, il provvedimento al vaglio del governo, annunciato dalla premier Meloni dal palco di Fenix ha mandato in tilt la sinistra, pronta a dimostrarsi più realista del re. Si dà il caso però, che come rilancia Il Giornale in un servizio sul tema, nel dibattito intervenga un analista arabo che, a suon di argomenti e commenti, non solo approva la linea dell’esecutivo illustrata dal presidente del Consiglio, ma smonta uno a uno i tabù della sinistra e le recriminazioni volte a sostenerli.
Divieto di burqa in classe, l’analista arabo rilancia la linea Meloni e smonta la sinistra
Insomma, un cortocircuito ideologico smascherato da chi l’Islam lo conosce dall’interno. Il piano del governo guidato da Giorgia Meloni per vietare burqa e niqab negli istituti scolastici – una misura dalla molteplici valenze sociali, come noto – incassa un prestigioso e significativo endorsement internazionale. A difendere a spada tratta la posizione dell’esecutivo e il provvedimento in oggetto, allora, è Amjad Taha: noto commentatore, giornalista e analista politico degli Emirati Arabi Uniti che, come riferisce il quotidiano diretto da Tommaso Cerno, «sostiene la linea sul volto scoperto nelle scuole» e afferma con nettezza: «Proteggere le vostre scuole non è islamofobia». e con tanto di affondo finale: «L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana».
A nudo le contraddizioni della sinistra d’opposizione e dei suoi tabù
Un intervento lucido e penetrante, quello dell’esperto emiratino, che mette a nudo la contraddizione delle opposizioni nostrane, rimarcando contestualmente come l’identità italiana non debba chiedere scusa a nessuno. «Da arabo musulmano – afferma Taha dalle colonne del quotidiano milanese – non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani. E più araba degli arabi», evidenzia, smontando l’accusa pretestuosa di intolleranza rivolta alle istituzioni di casa nostra.
Niente burqa in classe, l’esperto emiratino: «Proteggere le vostre scuole non è “islamofobia”»
Respinta con fermezza anche la retorica dell’odio usata come scudo per proteggere il radicalismo dalla critica legittima. Per l’analista emiratino allora: «Proteggere le vostre scuole non è “islamofobia”. Contrastare l’estremismo islamista non è “islamofobia”». E ancora. «Chiedere il rispetto delle regole scolastiche non equivale a discriminare una fede – asserisce Taha –. Così come contrastare l’estremismo non significa attaccare tutti i musulmani».
E infine, come sottolinea Il Giornale: Taha rivolge anche un significativo «omaggio alla storia e alla cultura italiane. Roma, Dante, Leonardo, Michelangelo, Galileo, Verdi: un patrimonio che, nelle sue parole, non dovrebbe diventare motivo di imbarazzo davanti a chi pretende di bollare come intolleranza la difesa della propria identità. “Quando Giorgia Meloni sostiene che l’Italia abbia il diritto di difendere la propria identità e di richiedere che i volti restino visibili nelle scuole, giudicate questa posizione per ciò che realmente sostiene”, la sua analisi».
«L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana»
Un messaggio chiaro indirizzato a chi tenta di delegittimare l’identità culturale e le radici storiche e religiose della nazione in nome di un relativismo a senso unico. Tanto che il finale dell’analisi dell’esperto è un vero e proprio manifesto d’orgoglio per il nostro Paese, che conclude emblematicamente: «L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana».