Cartoni sotto accusa
YouTube applica le sanzioni di Kiev e blocca Masha e Orso su tre canali in Ucraina: Mosca protesta all’ONU
L’Ucraina ha ottenuto il blocco su YouTube di tre canali dedicati alla celebre serie animata russa “Masha e l’Orso”, disponibili in lingua russa, ucraina e inglese. La misura, annunciata dal Center for Countering Disinformation legato al Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale (NSDC), applica le sanzioni firmate dal presidente Volodymyr Zelensky lo scorso 20 agosto.
Le ragioni della sanzione
Secondo Kiev, il blocco impedisce ai bambini ucraini di accedere a contenuti che veicolerebbero narrative filo-russe camuffate da prodotti per l’infanzia, oltre a interrompere un flusso di ricavi pubblicitari che finiva nelle casse russe. I tre canali erano già inseriti nell’elenco delle sanzioni del NSDC, e la Polizia Nazionale ucraina aveva anticipato già lo scorso autunno la propria disponibilità a collaborare a un’eventuale restrizione.
Le sanzioni firmate ad agosto da Zelensky riguardano quattro decreti distinti: oltre ai produttori e distributori di “Masha e l’Orso”, coinvolgono anche aziende della difesa russa, società del gruppo Rusal e diversi funzionari legati a Mosca. Secondo il Ministero della Cultura ucraino, la serie appartiene allo studio russo Animaccord che, pur operando tramite strutture offshore a Cipro, verserebbe le tasse in Russia mantenendo legami gestionali e di proprietà intellettuale con il Paese.
L’episodio più contestato: la lezione ai bambini su difesa dei confini e valori sovietici
Tra i contenuti più discussi dagli analisti figura l’episodio 12 dal titolo “Il confine è blindato” (“Vietato passare” nella versione italiana della prima stagione), incentrato su un orto di carote coltivato insieme da Orso e Coniglio. Orso passa una notte di guardia per non farle rubare dal Coniglio. Esausto, la mattina seguente l’Orso chiede a Masha di sostituirlo: la bambina rifiuta, ma accetta con entusiasmo non appena riceve in regalo un berretto militare con la stella rossa. Marciando come un soldato, Masha difende l’orto — mettendo però a soqquadro la casa dell’Orso — e conclude costruendo alcuni spaventapasseri a protezione delle carote rimaste.
La simbologia contestata e la canzone patriottica
Secondo diversi analisti (dall’Estonia al Regno Unito) tutta la serie è disseminata di messaggi filorussi, ma questo in particolare sarebbe eclatante. La scena in questione conterrebbe due riferimenti diretti all’immaginario sovietico: il berretto con la stella rossa, che richiamerebbe i copricapi della milizia dell’era sovietica, e il canto intonato da Masha durante la marcia, una nota canzone patriottica sovietica legata alla difesa dei confini nazionali e alla vigilanza contro i nemici esterni. Per questa combinazione di elementi, l’episodio è considerato tra i più controversi della serie in Ucraina e in Europa orientale, dove viene citato da politici e analisti come esempio di normalizzazione del militarismo e del controllo territoriale russo rivolto al pubblico più giovane.
La reazione di Mosca al Consiglio di Sicurezza dell’ONU
Il caso è arrivato fino al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il 24 agosto l’ambasciatore russo Vasily Nebenzya ha criticato duramente la decisione ucraina, definendola una manifestazione di “russofobia” e descrivendo le sanzioni come un esempio della meschinità delle autorità di Kyiv, accusate di reprimere sistematicamente tutto ciò che è legato al passato condiviso tra i due Paesi. Nebenzya ha colto l’occasione anche per rinnovare le consuete accuse di Mosca nei confronti dei partner internazionali di Kyiv, ritenuti responsabili di finanziare la prosecuzione del conflitto.
Un caso già discusso a Londra: la “super arma” di Putin
La vicenda non è nuova al dibattito internazionale: lo scorso 2 luglio più di 50 parlamentari britannici, provenienti da diversi schieramenti politici, avevano chiesto al governo del Regno Unito di intervenire per fermare la trasmissione di Masha e l’Orso, definendo la serie uno strumento di soft power e propaganda russa capace di normalizzare simboli militari di matrice sovietica tra il pubblico più giovane.
Nonostante le polemiche, la serie continua a godere di ampia diffusione commerciale: Netflix ha recentemente acquisito i diritti per ulteriori stagioni del cartone, a conferma di quanto il caso Masha e l’Orso sia diventato un terreno di scontro tra logiche geopolitiche e industria dell’intrattenimento globale.