Oltre 300 casi
West Nile: una donna di Chieti in prognosi riservata. Il virus circola in tutta Italia: finora 13 morti
La puntura della zanzara può essere letale. Cambiato lo scenario delle malattie infettive nel nostro Paese anche per la Chikungunya
Una donna di Chieti di 75 anni è in prognosi riservata per la puntura da zanzara tigre che provoca la West Nile. La donna è arrivata in Pronto Soccorso mostrando gravi disturbi di tipo neurologico (compromissione encefalica) accompagnati da febbre alta. Il quadro clinico risulta purtroppo aggravato dalla presenza di patologie croniche pregresse.
Le condizioni della paziente restano stabili, mentre prosegue la terapia con antibiotici e antivirali, iniziata fin dal momento del ricovero. Jacopo Vecchiet, responsabile delle Malattie infettive, sottolinea “l’efficacia della rete costruita a livello regionale e aziendale, che ha fatto sì che la patologia fosse identificata fin dall’esordio dei sintomi grazie a un alert precedentemente lanciato”.
Finora tredici decessi
Dall’inizio dell’anno al 19 agosto sono stati segnalati in Italia 312 casi confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) nell’uomo (226 nel report precedente), di cui 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 caso importato dalle Maldive), 40 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 115 casi di febbre (1 caso importato da Burkina Faso). Tra i casi confermati sono stati notificati 13 decessi. Nello stesso periodo sono stati segnalati 9 casi di Usutu virus (5 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 1 Lazio, 1 Piemonte). Lo afferma il bollettino della sorveglianza coordinata dall’Iss, oggi pubblicato in coincidenza con il World Mosquito Day. Lo scorso anno nello stesso periodo erano 351 i casi segnalati con 22 decessi.
La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate, è pari al 7,7% (13,9% nel 2025). Salgono a 60 le Province con dimostrata circolazione del WNV appartenenti a 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nello stesso periodo dello scorsoanno la percentuale era minore.
Cambiato lo scenario delle malattie infettive
“Lo scenario è cambiato e dobbiamo prenderne atto. West Nile e Chikungunya sono esempi molto concreti di malattie che ormai interessano anche il nostro Paese. La presenza dei vettori, la mobilità delle persone e le trasformazioni delle condizioni ambientali stanno modificando la geografia delle malattie infettive”. Lo ha detto lo scienziato Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, in occasione del World Mosquito Day, ‘la Giornata mondiale della Zanzara’ che si celebra oggi. “E’ necessario riconoscere un cambiamento che è già in corso e prepararci. Oggi abbiamo conoscenze e tecnologie che ci permettono di farlo molto meglio rispetto al passato”, sottolinea Rappuoli. “West Nile è ormai una presenza conosciuta nel panorama epidemiologico italiano. Ma la diffusione dei vettori e la possibilità che virus come Dengue e Chikungunya trovino condizioni favorevoli alla trasmissione anche in Europa spostano il tema delle zanzare ben oltre la dimensione stagionale. Sorveglianza, capacità diagnostica e ricerca diventano parti di una strategia più ampia di sicurezza sanitaria”, aggiunge Rappuoli.
“Oggi possiamo studiare un patogeno con una velocità e una precisione che non avevamo in passato – spiega il direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena – Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possono accelerare ulteriormente questo processo, ma dobbiamo avere già costruito le competenze e le infrastrutture necessarie per utilizzarle”. La sfida, dunque, è prepararsi anche a una minaccia che oggi non è ancora possibile identificare. “Non possiamo sapere con certezza quale sarà la prossima minaccia – avvisa Rappuoli -, ma possiamo prepararci studiando le famiglie di patogeni che conosciamo e sviluppando piattaforme capaci di essere adattate rapidamente. Più conoscenza produciamo prima di una crisi, maggiore sarà la nostra capacità di rispondere quando servirà“.
Un virus nato il 1937 in Africa
Il virus West Nile (noto anche come virus del Nilo occidentale) nasce in Africa. Fu isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre molto alta in Uganda, per l’esattezza nel distretto che si trova sulla sponda occidentale del fiume Nilo (chiamato appunto distretto di West Nile, da cui deriva il nome della malattia).Il viaggio del virus dalle sue origini fino all’Italia segue un percorso biologico ben preciso. Il virus non è nato nelle zanzare, ma negli uccelli selvatici, che rappresentano il vero serbatoio biologico del patogeno. Nel corso dei decenni, gli uccelli migratori hanno trasportato il virus fuori dall’Africa durante i loro spostamenti stagionali, diffondendolo prima in Medio Oriente e poi in Europa, Asia e nelle Americhe. l virus si diffonde sul territorio a causa di un vero e proprio “passaggio di consegne” tra volatili e insetti. Non c’è contagio da uomo a uomo: una persona malata non può infettare un’altra persona tramite contatto diretto, baci o tramite il respiro.