Dopo il nuovo regolamento
Finlandia e Svezia avviano le procedure per il trasferimento di quote di richiedenti asilo verso l’Italia. I paletti del Viminale
L'Italia accetterà solo le richieste successive al 12 giugno, data in cui è entrato in vigore la disposizione europea
Il dossier migratorio europeo si arricchisce di un nuovo, problematico capitolo che sposta l’asse delle tensioni geopolitiche verso i Paesi nordici. La Finlandia e la Svezia hanno avviato le procedure per il trasferimento di quote di richiedenti asilo verso l’Italia. “Riteniamo che l’entrata in vigore del Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (AMMR) consenta la ripresa dei trasferimenti verso l’Italia, e tali trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione”. Lo ha affermato a il portavoce del ministero degli Interni di Helsinki, Satu Sisatto. “Per la Finlandia è fondamentale che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’UE adempiano ai propri obblighi ai sensi del Patto. Abbiamo continuato la nostra cooperazione e il dialogo con l’Italia nel corso degli anni”. Ma anche in questo caso, com’è successo con Germania, Austria e Svizzera, il governo italiano metterà dei paletti precisi.
Da Helsinki lotta all’immigrazione
Il partito di coalizione finlandese sta attualmente preparando un nuovo programma di politica migratoria, il cui obiettivo è quello di inasprire significativamente le norme sull’immigrazione per motivi umanitari. Il documento programmatico, preparato per le prossime elezioni parlamentari e la prossima legislatura, dovrebbe essere completato all’inizio di settembre. Nel complesso, il partito di coalizione intende selezionare maggiormente gli immigrati rispetto a quanto avviene attualmente e ridurre la quota di immigrazione per motivi umanitari. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre al minimo l’immigrazione che, secondo Helsinki, grava sull’economia nazionale.
La decisione di Stoccolma
“La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull’immigrazione e l’asilo”: lo ha dichiarato Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la migrazione Johan Forssell. “È importante che la nostra collaborazione funzioni bene affinché la migrazione verso l’Europa sia ben gestita e controllata”, ha spiegato la portavoce. “Dal punto di vista svedese – ha aggiunto Holmqvist – non si tratta di una novità, ma da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio”.
Per il governo la deadline è il 12 giugno
L’Italia ha fatto sapere che accetterà i trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti” (da Paesi come Germania, Svizzera, Austria e ora anche la Finlandia) solo ed esclusivamente se sono entrati nel territorio europeo dopo il 12 giugno 2026.
Giorno in cui è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo, che sostituisce i vecchi meccanismi del Regolamento di Dublino.
Anche le cancellerie estere si stanno progressivamente adeguando a questa interpretazione per evitare un blocco totale dei canali diplomatici. Sia il Ministero dell’Interno tedesco sia la Segreteria di Stato della Svizzera hanno confermato che i primi trasferimenti concordati con Roma riguarderanno unicamente i casi di persone arrivate in Europa dopo il 12 giugno, escludendo così la massa di richiedenti asilo degli anni passati. E la stessa cosa dovrà fare Helsinki.