Sinistra in cerca d'autore
Sanchez bifronte: manda le fregate a Ceuta, ma pretende dall’Italia le frontiere aperte
Il premier socialista dispiega a Ceuta mezzi militari e migliaia di uomini, ma sostiene che la sospensione di Schengen da parte dell'Italia sia ingiustificata e ne pretende la revoca
Pedro Sanchez veste i panni di un novello Giano Bifronte, solo che gli occhi puntati sui confini sono un tantino strabici: mentre corre frettolosamente ai ripari inviando a Ceuta uomini e fregate, lancia ultimatum all’Italia perché riapra le frontiere, revocando la sospensione di Schengen. Un altro segno delle difficoltà politiche in cui si trova il premier spagnolo, incapace di fare sintesi tra la postura da perfetta icona socialista, accogliente e umana coi migranti, e il realismo imposto dal ruolo di premier, che poi di sottecchi va ad aprire centri per i rimpatri in Mauritania.
Per Sanchez la sospensione di Schengen è ingiustificata…
Succede così che nello stesso giorno in cui intima – o meglio prova a intimare – all’Italia di revocare la sospensione di Schengen, che sarebbe «ingiustificata» e arbitraria nonostante la crisi di Ceuta, si apprende che il governo Sanchez ha inviato a Ceuta due fregate.
…però lui manda le fregate a Ceuta
Secondo quanto riferito dai ministeri della Difesa e degli Interni spagnoli, infatti, davanti alla città autonoma sono state schierate le navi da guerra “Santa Maria” e “Navarra”, che si aggiungono al pattugliatore d’altura “Rayo” e a una nave di supporto logistico già inviati nei giorni scorsi. Inoltre, nelle prossime ore la polizia nazionale invierà altre 45 unità antisommossa (Uip), che aggiungeranno ai 225 agenti del corpo già presenti nell’exclave e supportati da specialisti di frontiera e dell’intelligence. Confermata infine la presenza rafforzata della Guardia Civil, di mezzi marittimi, droni e un elicottero. Complessivamente si parla di circa 2000 militari e un migliaio di agenti.
L’allerta per un nuovo assalto di migranti il 15 agosto
Sullo sfondo di questo imponente dispiegamento c’è l’annunciato prossimo assalto di migranti all’exclave, fissato secondo il tam tam social per il 15 agosto. Una situazione che allarma sia l’Ue sia i servizi di sicurezza spagnoli, ma che secondo il governo spagnolo – in buona compagnia della sinistra nostrana – non dovrebbe allarmare l’Italia, la quale dovrebbe deflettere dalla sicurezza dei propri cittadini per non far dispiacere Madrid.