L'ipocrisia della sinistra
Migranti, la doppia morale di Sanchez: diceva no al modello Albania ma costruiva centri di detenzione in Mauritania
Mentre si opponeva al modello Albania, Pedro Sanchez costruiva il “modello Mauritania”, ovvero due centri per migranti nelle città di Nouakchott e Nouadhibou, molto simili come idea ai Cpr realizzati dall’Italia al di là dell’Adriatico. Eppure rispetto ai centri promossi dal governo Meloni, il premier socialista Pedro Sanchez diceva di non essere «a favore di questo tipo di formule».
Il no al “modello Albania”
A ricordarlo è stata La Verità, in un articolo in cui ricostruisce la vicenda degli hub spagnoli nel Paese africano, che mette in luce tutta l’ipocrisia del leader socialista spagnolo, tanto caro alla sinistra italiana. La tempistica è interessante, perché Sanchez nel 2024 diceva no alla formula italiana, continuando a ribadire a più riprese anche successivamente la propria contrarietà, ma nel 2025 inaugurava i centri in Mauritania.
I «centri di detenzione» di Sanchez in Mauritania
A sollevare il caso è stato il quotidiano El Español, che per primo lo scorso aprile rivelò accordi, finanziamenti e funzionamento dei due centri, «simili a quelli che rifiuta nell’Ue: sono sotto la supervisione della polizia nazionale» spagnola. Il quotidiano li denunciava come «centri di detenzione sotto la supervisione spagnola in un Paese terzo», sebbene formalmente, ricorda Patrizia Floder Reitter, che firma l’articolo de La Verità, risultassero come «centri d’accoglienza temporanea di migranti intercettati nelle acque mauritane, o trattenuti nel Paese per un periodo massimo di 72 ore, durante il quale si dovrebbe accertare se siano vittime di tratta, persone vulnerabili o potenziali richiedenti protezione internazionale».
L’ipocrisia della sinistra
Secondo quanto ricostruito da Infomigrants, la Mauritania è il principale Paese di partenza verso le Canarie e dunque verso il territorio spagnolo: secondo un report della piattaforma di giungo 2024, «Oltre l’80% delle imbarcazioni che trasportavano migranti arrivati nell’arcipelago spagnolo è partito dalla Mauritania». Dunque, mentre in Europa si faceva paladino dei “buoni” opponendosi alle soluzioni proposte dall’Italia per cercare di disincentivare gli arrivi e promuovere accordi con i Paesi terzi, Sanchez in Mauritania sceglieva la linea del rigore, o, come scrisse El Español «dietro le quinte stava già contribuendo a costruire» un centro in Africa» e «non era un’ipotesi. Non era un dibattito di laboratorio a Bruxelles. Era già lì».