Conflitti di interesse?
Report, bufera per il servizio di Innocenzi sul cibo. Il “Corriere” accusa. Pronta la Commissione etica Rai?
Può una trasmissione del servizio pubblico mandare in onda un servizio sull’agricoltura (ma varrebbe per qualsiasi ambito) ricevendo 350mila euro da investitori privati che hanno interessi nel settore? E’ la domanda che secondo alcuni media, potrebbe portare un servizio andato in onda nel corso della trasmissione “Report” all’attenzione della Commissione per il Codice etico della Rai, sempre in attesa dell’eventuale via libera dalla Procura di Roma sull’avvio dell’audit interno. Ne parla oggi il Corriere della Sera, con un dettaglio confermato dall’interessata: il servizio sugli allevamenti intensivi di Giulia Innocenzi del maggio del 2024 è stato finanziato da privati.
Il fatto
“Food for Profit era il titolo del servizio di Giulia Innocenzi – scrive il Corriere – nel quale venivano criticati gli allevamenti intensivi di carne e sostenuta la necessità di fare pressioni per ridurre i finanziamenti pubblici italiani e europei al sistema zootecnico”. Il caso è stato rilanciato ieri in un articolo de il Giornale ma già all’epoca era stato al centro di interrogazioni presentate alla Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi da numerosi parlamentari di FdI: “Nell’affrontare la questione — avevano tra l’altro osservato i parlamentari — vengono aspramente criticati, senza che vi sia un contraddittorio, il sistema allevatoriale italiano e l’intera filiera agroalimentare del Made in Italy“.
Il finanziatore olandese
Tra i finanziatori del documentario, oltre a parecchie Ong – scrive sempre il Corriere- c’è stato anche un olandese impegnato nel settore del vegano, Michiel Van Deursen, che ha contribuito con 5.000 euro alla realizzazione e che dunque potrebbe aver avuto interessi specifici a sostenerlo.
Oltre a questo motivo, l’imprenditore dei Paesi Bassi è legato al fondatore di un’azienda di venture capital che finanzia solo startup e società che sostengono innovazioni “rivoluzionarie”- scrive il quotidiano di via Solferino– e ha più volte sottolineato l’esigenza di divulgare norme che proteggano gli animali e promuovano il veganismo.
Raccolti 350mila euro di fondi privati
Il sospetto di un “conflitto d’interessi” tra il finanziamento del documentario e un privato in azione per suggerire proficue strade – scrive sempre il Corriere – per i suoi interessi commerciali è quello che potrebbe indurre la Rai (sempre in attesa dell’eventuale via libera dalla Procura di Roma sull’avvio dell’audit interno) ad avviare verifiche sul rispetto del codice etico di viale Mazzini.
La replica di Giulia Innocenzi
Non si è fatta attendere la replica di Giulia Innocenzi, che dopo la pubblicazione dell’articolo sul quotidiano diretto da Tommaso Cerno sulla sua pagina Facebook ha intitolato “Le non notizie dei nostri giornali” e ha scritto: ”Food for Profit” non ha ricevuto soldi pubblici, ho raccolto personalmente i 350.000 euro necessari per realizzarlo. Certamente non ho chiesto fondi alle aziende miliardarie produttrici di carne di pollo, da cui invece mi sono dovuta difendere, perché mi hanno diffidata o querelata. Food For Profit è stato il documentario dell’anno al botteghino, un vero e proprio caso cinematografico, trasmesso dal Sud America alla Corea del Sud“.
Ranucci smentisce il Corriere
In mattinata il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, è intervenuto sui suoi profili ufficiali social per smentire l’articolo del Corriere della Sera. Scrive Ranucci: “Dopo circa 300 articoli usciti in due mesi su vari giornali, finalizzati a delegittimare il sottoscritto, le persone vicine e il lavoro e la storia di una redazione e trasmissione, siamo costretti a smentire l’articolo uscito oggi sul Corriere della Sera, dal titolo “Soldi dal magnate vegano, un nuovo caso Report”. Nell’articolo vengono riportate diverse falsità che riguardano Food For Profit, il documentario diretto e Giulia Innocenzi, che dopo aver riscontrato un enorme successo di pubblico nelle sale cinematografiche, essere stato distribuito in tantissimi paesi in tutto il mondo e aver ottenuto prestigiosi premi internazionali, è stato trasmesso a Report a firma Giulia Innocenzi”.
Ranucci: Report continuerà il suo lavoro
Ranucci va avanti citando passaggi del pezzo del quotidiano di via Solferino: “Secondo il Corriere della Sera, “tra le soluzioni proposte nel servizio mandato in onda da Report, si sponsorizzava il maggior consumo di cibi a base di insetti e la carne sintetica”. Questa notizia è falsa. Food For Profit denuncia come gli allevamenti intensivi in Europa vengono finanziati con i soldi pubblici, e il legame fra le lobby, l’industria della carne e i politici. Non parla mai di carne a base di insetti né di carne a base cellulare. Per saperlo sarebbe bastato la visione del docufilm, ma perfino una veloce ricerca su Google. Inoltre l’articolo è praticamente un copia e incolla di quanto rilanciato da Il Giornale di ieri, come accade sempre più spesso in queste settimane.
Secondo il Corriere della Sera, la puntata di Report che ha trasmesso Food For Profit sarebbe “all’esame della Commissione per il Codice etico della Rai”. Anche questa notizia è destituita di ogni fondamento e non esiste nessun caso se non quello montato ad arte per delegittimare ancora una volta il lavoro di Report. Report continuerà il suo lavoro di denuncia: grazie alle inchieste portate avanti in questi anni, a firma di Giulia Innocenzi, grazie alle quali sono stati chiusi allevamenti, macelli e lanciate allerte alimentari di carne scaduta rimessa in commercio. Un vero e proprio servizio pubblico per i cittadini, che Report porterà avanti anche nella prossima stagione” conclude Ranucci.