Stile made in Italy
Palazzo Chigi si veste di tricolore: divise patriottiche per i commessi, no alle camicie col collo alla francese
Svolta tricolore nell’outfit dei dipendenti di Palazzo Chigi, in particolare per quei commessi che frequentano le stanze di rappresentanza. Dettagli patriottici, nelle divise, ma soprattutto il divieto di indossare scarpe non adeguate, come le sneakers, o pantaloni a sigaretta col risvoltino. Spazio a doppiopetto blu, camicie bianche con collo all’italiana, scarpe di cuoio e pantaloni con le pences. Secondo quanto riporta Il Messaggero, le nuove disposizioni aggiornano le regole sulle uniformi per adeguarle alle esigenze del servizio. Il risultato è un codice di abbigliamento estremamente dettagliato, che prescrive non soltanto colori e modelli, ma anche tessuti, materiali e perfino il peso della stoffa. Un decreto firmato dal sottosegretario Alfredo Mantovano — svelato da Il Messaggero — regolamenta nei minimi dettagli il guardaroba di ordinanza.
La svolta “made in Italy” di Palazzo Chigi sulle divise
Per il personale interessato sono previsti abiti doppiopetto blu scuro con giacca a sei bottoni e, per alcune funzioni, fregi argentati sulle spalle e un richiamo al tricolore sul revers. Il corredo comprende inoltre quattro pantaloni senza risvolto e con pences, otto camicie bianche in popeline di cotone, due paia di scarpe nere in vero cuoio, otto paia di calzini blu in filo di Scozia e papillon o foulard blu scuro in seta.
Particolare attenzione viene riservata anche alle stagioni. L’abito unico per tutto l’anno lascia spazio a due versioni: una più leggera per primavera ed estate, in fresco di lana, e una più pesante per autunno e inverno. Le prescrizioni arrivano a indicare persino la grammatura dei tessuti. Non è però la prima volta che Palazzo Chigi interviene sul guardaroba dei propri dipendenti. Nel 2015 il governo Renzi aveva già modificato le uniformi puntando su maggiore sobrietà e modernità. Le nuove disposizioni non cancellano quell’impostazione, ma la aggiornano e in alcuni casi aumentano la dotazione: raddoppiano, per esempio, camicie, calzini e scarpe rispetto a quanto previsto allora. Anche la qualità degli indumenti varia in relazione alle mansioni e agli ambienti in cui viene svolto il servizio. Per il personale destinato agli uffici istituzionalmente più rilevanti sono previsti materiali e finiture di maggior pregio, dal popeline al filo di Scozia, dalla seta al vero cuoio.
Un piccolo galateo sartoriale di Palazzo Chigi, dunque, nel quale l’immagine istituzionale passa anche attraverso dettagli apparentemente minimi: dal taglio della giacca alla stoffa dei pantaloni, fino all’ultimo calzino blu.