Gli affari non vanno proprio a gonfie vele. Il Grand Hotel Plaza di Roma, storico albergo riconducibile alla famiglia di Olivia Paladino, compagna dell’ex premier Giuseppe Conte, rischierebbe di dover interrompere l’attività qualora non arrivassero nuovi capitali o non andasse a buon fine la trattativa per la cessione. A ricostruire la delicata situazione finanziaria è Open, la testata online fondata da Enrico Mentana, sulla base dei dati contenuti nel bilancio 2025 della Uneal (Unione esercizi alberghi di lusso Srl), società che gestisce l’hotel.
A mettere nero su bianco le difficoltà è Roberta Bichel, manager della famiglia Paladino e amministratrice della società, che nella relazione allegata al bilancio manifesta una «significativa incertezza» sulla capacità dell’azienda di proseguire regolarmente la propria attività nel prossimo futuro.
Grand Hotel Plaza, Conte e i guai della compagna Olivia Paladino
Secondo quanto riportato da Open, le difficoltà potrebbero continuare anche nel 2026. La società avrebbe bisogno di un’inversione dei risultati della gestione alberghiera oppure di interventi di ricapitalizzazione e riorganizzazione.
A prima vista, il bilancio 2025 sembrerebbe raccontare una storia differente: dopo diversi esercizi in rosso, Uneal ha infatti registrato un utile di 8,888 milioni di euro. Una cifra che ha consentito di assorbire la perdita del 2020, il cui ripianamento era stato rinviato grazie alle disposizioni straordinarie introdotte durante la pandemia.
Restano tuttavia da affrontare le perdite accumulate negli esercizi successivi, in particolare quelle del 2021 e del 2022. Il problema principale è la natura dell’utile registrato nel 2025. Sempre secondo la ricostruzione di Open, non sarebbe il risultato dell’attività ordinaria dell’albergo: nonostante circa 10,4 milioni di euro di ricavi, la gestione caratteristica sarebbe rimasta negativa.
A determinare il risultato positivo sarebbero state soprattutto operazioni straordinarie: 5,764 milioni derivanti dalla cessione di opere d’arte e altri 1,38 milioni di plusvalenze legate alla vendita di marchi. Entrate che, per loro natura, difficilmente possono ripetersi ogni anno. Sul quadro finanziario pesano inoltre i rapporti con il Fisco. Nei conti di fine 2025 figurerebbero 33,577 milioni di euro di debiti tributari non assistiti da garanzie reali.
La trattativa per vendere l’albergo romano
Una possibile via d’uscita potrebbe arrivare dalla vendita dell’albergo. Nei giorni scorsi Libero aveva riferito dell’esistenza di una trattativa con Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, direttamente o in veste di intermediario per un possibile acquirente.
La richiesta della proprietà sarebbe di circa 325 milioni di euro, valutazione che, secondo la ricostruzione riportata da Open, sarebbe considerata troppo elevata dalla controparte. Un’eventuale due diligence sulla situazione patrimoniale e fiscale delle società potrebbe incidere ulteriormente sulla trattativa. La struttura societaria, inoltre, è articolata. Uneal gestisce l’attività alberghiera, mentre l’immobile appartiene alla Roma Splendido, altra società della galassia Paladino. Al vertice si trova invece Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, controllata da Olivia Paladino e dalla sorella Cristiana e da tempo in liquidazione.
Anche qui i numeri riportati daOpen descrivono una situazione complessa: la capogruppo avrebbe registrato nel 2025 perdite per 3,984 milioni, debiti per 25,296 milioni e un patrimonio netto negativo per oltre 16 milioni di euro.
Difficoltà che non riguarderebbero soltanto l’attività alberghiera. Anche Sorelle Fontana Alta Moda Srl, altra società della galassia familiare, avrebbe chiuso l’ultimo esercizio con una perdita di circa 145 mila euro.
Il futuro del Grand Hotel Plaza appare quindi legato a due elementi: un intervento finanziario dei proprietari oppure il buon esito della trattativa per la vendita a Zampolli, l’amico di Trump.