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Qualcuno ricordi a Elly Schlein che fu Renzi a volere la riforma della Rai: vuole abbattere una legge voluta dal suo Pd
La segretaria contesta la norma che il suo partito ha portato avanti e votato. Polemiche senza senso sulla tv di Stato
La Rai è del potere. La Rai è lottizzata. Da quando nacque la tv pubblica, il refrain delle opposizioni è stato sempre lo stesso. Elly Schlein, però, ha superato ogni precedente. E ha approfittato del caso Ranucci per chiedere che venga riformata la governance di viale Mazzini e una legge che considera pericolosa. La legge voluta e votata dal suo Pd.
La riforma del Pd
Il Partito Democratico, anche attraverso storici sit-in di protesta davanti alle sedi Rai, chiede una riforma strutturale per liberare il servizio pubblico dall’influenza diretta dei partiti e della politica, garantendo una reale indipendenza editoriale e una corretta informazione ai cittadini. Vuole abbattere questa legge che prima ha voluto e votato.
Cosa prevede la legge voluta da Renzi
La legge n. 220/2015 votata dal Pd quando governava Renzi è quella che governa oggi la Rai. L’Amministratore Delegato “forte” ha sostituito la vecchia figura del Direttore Generale, ottenendo poteri amplissimi sulla gestione aziendale, sulle nomine dei direttori di testata e sui palinsesti, senza dover più ricevere la costante approvazione del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione è stato ridotto a 7 membri. Di questi, 2 sono nominati direttamente dal Governo (Consiglio dei Ministri) e 2 dal Parlamento.
L’unico partito di opposizione escluso dal CDA? Fratelli d’Italia
Nel Cda l’opposizione è sempre stata storicamente rappresentata. Sempre. Tranne una volta sola. Quando? Nel 2021-2022. Governava Mario Draghi, vennero fatte le nomine. C’era un solo partito all’opposizione, Fratelli d’Italia, che fu escluso perentoriamente dalla rappresentanza. Trovando persino la solidarietà di Giuseppe Conte, che definì poco democratica quella scelta.
TeleMeloni? Una bufala
I dati Agcom smentiscono la bufala di TeleMeloni. Sommando i tempi dell’intero “campo largo” (PD, Movimento 5 Stelle, AVS, Iv), l’opposizione ottiene una quota di sbarramento e di visibilità proporzionata al suo peso parlamentare. Nei telegiornali della TV di Stato, il Partito Democratico si posiziona stabilmente come la seconda forza politica per tempo di parola complessivo, garantendo a Elly Schlein una costante esposizione mediatica.
Il ruolo del governo è fisiologico
Schlein contesta lo spazio dedicato al governo. Ma è un falso clamoroso. Lo spazio dato all’esecutivo è fisiologico. Se il governo partecipa al G7, alle trattative sulle guerre, se emana la finanziaria, a chi dovrebbe dare spazio la tv pubblica? Oggi lo dà a Meloni come ieri lo dava a Renzi, Gentiloni, etc.
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Dai tempi del PCI, che si prese letteralmente la terza rete, la sinistra ha lottizzato a mani basse la tv pubblica. Ha partecipato consociativamente alla spartizione con Dc e Psi. Ha gestito manu militari la Rai a suo piacimento. E poi l’ha riformata nel 2015. Oggi vuole contro-riformare se stesso. Come ha fatto con lo jobs act. Una barzelletta.