Femminicidio di Cosenza
Ornella Forestano ammazzata di botte: due avvocati rinunciano alla difesa del 42enne albanese
Dopo il primo rifiuto, anche il secondo legale indicato dall'indagato, ha deciso di non accettare. La donna è morta dopo un pestaggio straziante
Due avvocati del foro di Castrovillari hanno rifiutato la nomina a difensore di fiducia di Elvis Bisho, alias Elvis Metvelaj, il 42enne albanese arrestato per il femminicidio di Ornella Forastefano, la 46enne lasciata agonizzante, nella notte tra sabato e domenica scorsi, davanti al Pronto soccorso dell’ ospedale di Trebisacce. Dopo il primo rifiuto, anche il secondo legale indicato dall’indagato, ha deciso di non accettare. L’uomo si trova detenuto nel carcere di Bari dopo la convalida del fermo e l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip della città pugliese dove Bisho era stato sottoposto a fermo poche ore dopo il delitto. Dopo avere lasciato il corpo di Ornella Forastefano, infatti, l’uomo stava cercando di imbarcarsi su un traghetto per tornare nel suo Paese. Gli atti del procedimento sono stati trasferiti alla Procura di Castrovillari, competente per territorio.
Le indagini sul femminicidio
Le indagini sull’omicidio di Ornella Forastefano proseguono. La donna era la nipote di Pasquale Forastefano, boss storico e figura di spicco della omonima cosca della ‘ndrangheta attiva nella Sibaritide, attualmente detenuto in regime di 41-bis.Il padre, Antonio Forastefano, fu ucciso in un agguato di stampo mafioso a Marina di Sibari il 27 luglio 1999. Ma Ornella voleva stare fuori da quel mondo e per questo aveva aperto un bar a Trebisacce, ridente località marina dello Jonio. E le sue parentele non c’entrano niente con quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio femminicidio. Ornella aveva dimostrato coraggio e nonostante questo sui social è stata dileggiata per il suo cognome.
Bisho è stato fermato al porto di Bari mentre tentava di scappare. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Bari, l’uomo ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Violenza inaudita
Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Bari, l’uomo ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Le risultanze dell’esame autoptico hanno totalmente smentito l’ipotesi della caduta accidentale. La giudice per le indagini preliminari ha descritto l’evento come un’azione caratterizzata da “inaudita e spropositata violenza, da sicuro accanimento e da una sovrabbondanza di gesti lesivi”.
Il corpo della donna presentava vasti traumi e numerose lesioni provocati da un brutale pestaggio. La vittima è stata poi abbandonata in fin di vita alle 3 del mattino davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce, dove è deceduta poco dopo. Ora è assai probabile che il Gip, per difendere il diritto costituzionale alla difesa, nomini un avvocato di ufficio per il presunto autore del femminicidio.