La guerra del calcio
L’Uefa pronta a denunciare Gianni Infantino per la gestione della Fifa sui diritti dei mondiali
Secondo quanto afferma il The Guardian la confederazione europea il presidente italo-svizzero avrebbe tentato di trarre vantaggi dalla vicenda legata al fondo americano
La UEFA starebbe preparando una denuncia penale in Svizzera contro il presidente della FIFA Gianni Infantino. Lo riporta The Guardian.
La confederazione europea, secondo quanto scrive il quotidiano britannico, lo accuserebbe di “amministrazione infedele e cattiva gestione criminale” ai sensi dell’articolo 158 del Codice penale svizzero. Il terremoto istituzionale ai vertici del calcio mondiale si articola su elementi di scontro ben definiti.
Lo scontro e i mondiali del 2030
Al centro dell’azione legale ci sarebbe il piano segreto della FIFA sui prossimi mondiali, fallito e ritirato il 1° agosto scorso a causa delle feroci proteste della stessa UEFA. Il progetto prevedeva la creazione della sussidiaria FFE, dal valore stimato di ben 20 miliardi di dollari. L’obiettivo era cedere quote della società e i diritti commerciali legati ai Mondiali di calcio del 2030 a investitori privati esterni, aggirando i normali processi decisionali delle federazioni calcistiche territoriali.
L’accesso agli atti negli Usa
La UEFA, scrive The Guardian, ha formalmente depositato una richiesta alle corti distrettuali degli Stati Uniti (in Florida e a Manhattan) per sequestrare e accedere alla documentazione interna di due sussidiarie FIFA (FIFA Americas e FWC2026) e del fondo Thrive Capital. La cessione dei diritti miliardari, secondo la confederazione europea, sarebbe stata pianificata a porte chiuse, senza una due diligence indipendente.
Nel piano figuravano secondo l’Uefa legami opachi con investitori legati alla cerchia del presidente statunitense Donald Trump e al genero Jared Kushner.
Le accuse a Infantino
La UEFA ipotizza che l’operazione fosse strutturata affinché lo stesso Infantino traesse un profitto o un tornaconto di posizionamento personale. La frattura non è solo giudiziaria ma anche profondamente politica. Per bloccare la leadership di Infantino in vista delle future scadenze elettorali, molte delle principali federazioni europee hanno deciso di ritirare ufficialmente il proprio sostegno politico al presidente della FIFA.
Una decisione a cui si è accodata anche la nostra Figc, con la dichiarazione di Giovanni Malagò di adesione alla linea dell’Uefa in vista delle elezioni previste per il marzo del 2027 e l’accordo sul mancato sostegno all’italo-svizzero che presiede il massimo organo calcistico mondiale.