Il lutto nazionale
La dichiarazione d’amore di Giorgia Meloni per Guccini: “Adoro le sue canzoni, nonostante il livore per me”
Il giorno del ricordo è anche quello della polemica, visto che da sinistra qualcuno ha utilizzato la scomparsa di Francesco Guccini per attaccare la destra e ricordare le critiche del cantante alla premier, che invece lo amava come artista, oltre la politica.
“Guccini ha interpretato le inquietudini e gli ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nel giorno della morte del cantautore a 86 anni. “Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. ‘Cirano’ e ‘Cristoforo Colombo’ sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale”.
Meloni sulla morte di Guccini: “Canterò sempre le sue canzoni”
“Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto -al di là delle differenze- sarà sempre la mia bussola”.
La citazione della canzone “Cirano” che fece la premier da giovane
Giuli: “Un grande interprete della canzone italiana”
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in una nota, “si associa alla diffusa commozione per la scomparsa di Francesco Guccini: uno dei maggiori interpreti della canzone d’autore italiana, meritevole di un ricordo unanime al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica”.
“Il suo amore per la libertà -sottolinea Giuli – espresso nella forma di un personale socialismo libertario, ne fece il cantore del sacrificio praghese di Jan Palach così come l’originale custode del senso delle ‘radici’ (esplicito nell’album così intitolato). Sentimenti, ricordi, vicende individuali e collettive, ciclicità e inesorabilità del tempo, interrogativi profondi sulla vita e sulla morte hanno caratterizzato le sue canzoni, che rimarranno tra i beni culturali nazionali”.v