La strage del 1° gennaio
Crans Montana, la nuova vergogna svizzera: no all’Italia parte civile. La Farnesina ha già presentato ricorso
Secondo la Procura di Sion, né la cittadinanza italiana dei ragazzi morti né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per l'assistenza sono sufficienti
La Procura di Sion, in Svizzera, ha respinto la richiesta dell’Italia di costituirsi parte civile nel procedimento sul rogo di Crans Montana, dove 6 ragazzi italiani hanno perso la vita e altri 14 sono rimasti feriti nell’incendio divampato nella notte di capodanno nel bar Le Constellation. La decisione emerge dal dossier dell’inchiesta depositato oggi, ma il provvedimento comunicato all’avvocato che rappresenta il governo italiano, Romain Jordan, è datato fine luglio.
Il no all’Italia parte civile su Crans Montana
Secondo i magistrati svizzeri, l’Italia non avrebbe la «qualità di parte lesa» poiché «né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti» sarebbero idonei a farla riconoscere.
La Farnesina ha già presentato ricorso
La Farnesina ha fatto sapere di aver già presentato ricorso contro la decisione dei magistrati svizzeri, secondo i quali «affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo Stato, non basta che quest’ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato».
«Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani – si legge in una nota della Farnesina – è stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perché sia ammessa la costituzione di parte civile».