Il libro
“Il grande risveglio”: il saggio sui cattolici americani che interroga l’Europa sulle sue radici
Il lavoro dei fratelli Filipazzi riscrive la storia americana partendo dal cattolicesimo ed è un invito alla riflessione per questa parte di mondo
Si può riscrivere la storia degli Stati Uniti d’America partendo dal cattolicesimo? Per Paolo Maria Filipazzi e Francesco Maria Filipazzi la risposta è sì. E, in questo caso, non si tratta di una rilettura del passato alla luce degli equilibri del presente, quando il vicepresidente degli Stati Uniti è J.D. Vance, cattolico tradizionalista dichiarato, e sulla cattedra di Pietro siede Leone XIV, al secolo Robert Prevost, nato a Chicago e tifoso dei White Sox.
Il grande risveglio americano
Il grande risveglio. L’America da de Maistre a Charlie Kirk (Eclettica Editrice) ha una tesi di fondo che arriva dritta allo stomaco, di quelle che costringono il lettore a prendere posizione: prendere o lasciare. «Sosteniamo – si legge – che gli Stati Uniti d’America e, di conseguenza, tutto l’Occidente, potrebbero, nel giro di qualche anno, assistere all’inizio di una fase controrivoluzionaria».
Tradizionalismo e cultura pop
Gli autori sono i fratelli Filipazzi, nati e cresciuti nel Lodigiano. Tra attivismo studentesco e ricerca religiosa, oltre che del Secolo, sono firme del blog Campari&deMaistre, che da anni analizza i principali eventi della Chiesa cattolica attraverso una doppia lente tanto impertinente quanto originale: il tradizionalismo e la cultura pop. Ovvero, l’incontro tra la messa in latino e il bitter per eccellenza, simbolo da quasi un secolo e mezzo della Milano capitale economica d’Italia.
L’afflato religioso nelle istituzioni Usa
Al di là delle provocazioni, la tesi del libro prende le mosse dalla constatazione della presenza costante dell’afflato religioso all’interno delle istituzioni a stelle e strisce. Una storia che merita di essere riletta e meditata, anche al di là dei pregiudizi europei. Il racconto, cioè, di come, pur nella pluralità delle confessioni cristiane e nella comune obbedienza a Dio, tanti fedeli americani abbiano saputo coniugare fede, democrazia, libertà e lealtà alla nazione.
Lo hanno fatto sia i protestanti, eredi di quei quaccheri che l’America l’hanno davvero fondata, sia i cattolici, minoranza che solo nel tempo è riuscita a essere accettata, cessando di essere percepita come un corpo estraneo, una comunità di «alieni», per dirla con i fratelli Filipazzi.
Un pamphlet decisamente politico
È difficile immaginare un testo più conservatore di questo: un pamphlet decisamente politico, dedicato a Charlie Kirk, attivista ucciso il 10 settembre 2025 durante una manifestazione pubblica all’interno della Utah Valley University. «Il grande risveglio non è soltanto un saggio storico, ma un possibile manifesto per un conservatorismo rinnovato e un richiamo alla persistenza dei temi demaistreani. In un’epoca di crisi universalista – con l’America che teme di “morire mondializzata” e la Chiesa che rischia di “uscire da sé stessa” – il testo ci invita a discernere la Provvidenza nelle tensioni del presente e ricorda a tutti noi ciò che Martin Heidegger volle intendere parlando di Gelassenheit: un rifarsi alla grande visione mistica di Meister Eckhart, talmente grande, ampia e profonda da investire anche la politica».
Una riflessione per l’Europa
E se il trumpismo, oggi, è l’ombrello sotto il quale una parte del cattolicesimo politico statunitense, quello che si trova a disagio di fronte alle proposte woke e al fronte pro-choice, può muoversi con una certa libertà culturale, bisogna chiedersi se questa stagione possa dire qualcosa anche alle istituzioni di qua dall’Atlantico. Scrive il vicepresidente di Ecr, nonché europarlamentare di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, nella postfazione: «Può un’Unione Europea che non ha voluto riconoscere le proprie radici cristiane, anzi ha voluto negarle, avere coscienza di sé ma, soprattutto, trovare un dialogo con mondi che quelle radici fanno di tutto per riscoprirle? È una riflessione che non si può rimandare».
Ed è proprio qui che il pamphlet dei fratelli Filipazzi rivela la sua ambizione: non limitarsi a interpretare una fase della politica americana, ma suggerire una chiave di lettura per il futuro dell’intero Occidente. Perché, in fondo, questo ha tutta la pretesa di essere il tempo delle risposte, non più delle analisi.