Il no della Russia
Il Cremlino gela Kiev e respinge il piano di pace di Zelensky: «Nessun negoziato, l’offensiva russa andrà avanti»
Mosca chiude la porta alla mediazione diplomatica internazionale. Peskov attacca le richieste ucraine: «Proposte irricevibili, non rinunceremo ai nostri obiettivi»
Il Cremlino ha respinto la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di creare una zona economica libera nel Donbass, amministrata da una parte terza come area cuscinetto nell’ambito di un accordo di pace, e ha ribadito che il dispiegamento di contingenti dei Paesi Nato in Ucraina sarebbe “inaccettabile” per la Russia. Le dichiarazioni arrivano mentre Mosca riceve il capo della diplomazia vaticana, Paul Richard Gallagher, e mentre un aereo militare statunitense risulta diretto verso la capitale russa.
«Il Donbass è russo»
«Il Donbass è territorio della Federazione russa, una sua parte costitutiva-ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov-. Difficilmente una terza parte può amministrare regioni della Federazione russa», ha aggiunto, commentando l’ipotesi di Zelensky. Peskov ha evitato di entrare nel merito degli altri punti avanzati da Kiev, compresa la disponibilità a discutere una moratoria reciproca sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, sostenendo che i dettagli delle proposte di pace non debbano essere discussi pubblicamente.
L’attacco alla Nato
Il portavoce ha inoltre reagito ai piani della Coalizione dei volenterosi di preparare una forza multinazionale da inviare in Ucraina una volta stabilito un cessate il fuoco credibile, come parte delle garanzie di sicurezza per Kiev. «Abbiamo ripetutamente ribadito a diversi livelli che il dispiegamento di contingenti militari stranieri di Stati membri dell’Alleanza atlantica sarebbe per noi inaccettabile» ha concluso Peskov.
Il colloquio tra Lavrov e l’emissario del Papa: «Mosca finisca la guerra»
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha ringraziato il Vaticano per la sua posizione equilibrata in merito al conflitto in Ucraina, parlando ai giornalisti insieme al segretario per i rapporti con gli Stati (ministro degli Esteri) della Santa Sede, Paul Richard Gallagher, al termine di un colloquio svoltosi oggi a Mosca. «Abbiamo ringraziato i nostri colleghi per la loro posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina e abbiamo espresso i principi fondamentali dell’approccio russo alla risoluzione della crisi ucraina, basato sull’eliminazione delle sue cause principali, e abbiamo confermato la nostra alta valutazione del coinvolgimento attivo del Vaticano nella risoluzione di una serie di questioni umanitarie urgenti nel contesto del conflitto in Ucraina», ha aggiunto il capo della diplomazia russa. Gallagher, dal canto suo, ha chiesto che, «Mosca ponga fine subito alla guerra. La posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con mezzi militari. E’ essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico», ha concluso Gallagher, ribadendo nei fatti la netta condanna della Santa Sede contro la Russia.