Il video
Coltelli, picconi e pali di ferro: l’arsenale dei migranti di Ceuta sequestrato e l’allarme sulla sicurezza
Al momento, le forze dell'ordine stanno provvedendo anche a sgomberare i nuovi insediamenti dei migranti sulle montagne dell'exclave. Tra gli agenti c'è chi ha contratto la scabbia e chi soffre di malumore a causa dell'emergenza in corso
Esteri - di Gabriele Caramelli - 25 Agosto 2026 alle 17:12
Alcuni dei migranti che arrivano a Ceuta sono tutt’altro che disarmati: lo dimostrano i sequestri portati a termine dalla Guardia civil nell’exclave spagnola. A darne prova è stato El faro de Ceuta, il quotidiano locale che sui social ha pubblicato il video degli arnesi che prima erano in possesso di alcuni clandestini che a fine luglio avevano sfondato il confine, terrorizzando la città. Tra le armi ritrovate in possesso dei clandestini ci sono coltelli, seghe, picconi, cesoie da potatura, zappe, pali di metallo, ferro e legno, oggetti appuntiti, forbici, martelli e vetri. Insomma, non sembra che il materiale requisito dalle forze dell’ordine sia inoffensivo. Tra l’altro, uno scenario del genere non può far altro che inquietare gli abitanti, visto che dopo lo sbarco alcuni dei migranti hanno provato a sfondare le porte delle abitazioni e ad arrampicarsi sulle finestre degli appartamenti.
Coltelli, seghe e picconi sequestrati ai migranti di Ceuta: la sicurezza in città è a rischio
Secondo El faro de Ceuta, sarebbero centinaia gli utensili potenzialmente pericolosi sequestrati ai migranti. Il problema è che, nonostante le operazioni delle forze dell’ordine, i clandestini continuano ad attrezzarsi e a produrre questi oggetti con il materiale che trovano in giro. Come ha spiegato ancora il giornale locale, questa situazione sta generando tra i militari la sensazione che ogni sforzo fatto per bloccare le eventuali azioni criminali sia vano. Non è una novità l’impegno delle forze armate spagnole a Ceuta, che stanno affrontando una situazione di forte instabilità: tra loro c’è anche chi ha contratto la scabbia ed altri ancora si sentono scoraggiati.
Nel frattempo, tra le montagne della città continuano a comparire nuovi insediamenti messi in piedi dai clandestini, che ormai hanno deciso di lasciare le spiagge e i campi profughi per stanziarsi altrove. Lo sgombero di questi luoghi abusivi, ovviamente, è un compito che spetta chiaramente agli agenti impegnati sul territorio, che intervengono con cadenza regolare per liberare le zone e garantire la sicurezza.
La questione migratoria e le contestazioni a Pedro Sanchez
Non stupisce che le proteste contro il premier socialdemocratico, Pedro Sanchez, siano arrivate anche negli ambienti sportivi. I tifosi del Ceuta e i giocatori hanno dimostrato pubblicamente il proprio malcontento nell’ultima partita contro Las Palmas. I calciatori si sono rifiutati di toccare la palla nel primo minuto di gioco, mentre dagli spalti sono state sventolate diverse bandiere spagnole al grido di «Ceuta non si vende, Ceuta si difende». Nonostante il dramma sulla sicurezza e l’evidente malfunzionamento delle politiche migratorie decise dal governo di sinistra, c’è chi ha deciso di continuare ad opporsi per chiedere maggiore sicurezza e per proteggere la propria identità.