A Napoli
Gli trapiantarono un cuore bruciato, risarcimento da 1,5 milioni di euro alla famiglia del piccolo Domenico
Le indagini penali proseguono. L'azienda si rivarrà sui medici se saranno ritenuti responsabili del decesso
A dicembre il trapianto con un cuore bruciato e poi la morte, al Monaldi di Napoli, peraltro una struttura di eccellenza in Italia. Oggi arriva la notizia dell’accordo stragiudiziale tra la famiglia di Domenico Caliendo, il bambino successivamente deceduto, e l’azienda ospedaliera dei Colli: 1,5 milioni di euro, secondo quanto riferisce l’Ansa, il risarcimento per la famiglia che chiude il contenzioso civile. Mentre resta aperta l’indagine penale.
La mamma: “Nessuno mi restituirà mio figlio “
“Siamo soddisfatti che abbiamo trovato un accordo, cosicché non dobbiamo fare un processo civile e pensiamo solo, esclusivamente, al processo penale. Per Domenico non c’è prezzo, abbiamo accettato la transazione che hanno proposto loro. E’ quello che abbiamo sempre detto io e mio marito: a noi non interessano i soldi, per questo l’abbiamo accettato subito. Ora andiamo avanti verso il processo penale e auspichiamo che anche l’azienda si costituisca parte civile”, ha detto la mamma del piccolo, Patrizia Mercolino.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino ha commentato così la decisione “Siamo pienamente soddisfatti, e lo è anche mamma Patrizia. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, e ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale“.
Il Monaldi: “Vicini alla famiglia”
“È stata una procedura molto complessa governata dal nostro Comitato Valutazione Sinistri: la partita civile per l’ospedale Monaldi si chiude oggi”, si è raggiunto l’accordo su una cifra “congrua e dignitosa”. Lo ha detto l’avvocata Raffaella Di Nardo che, con il collega Arturo Testa, legali esterni dell’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, che – dopo l’incontro per la definizione dell’accordo stragiudiziale per il risarcimento per la morte del piccolo Domenico – si è trattenuta con i giornalisti davanti all’ospedale Monaldi. Secondo quanto reso noto dai due professionisti l’istruttoria tecnica è stata condotta da un’équipe interna di cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e medici legali e i dettagli dell’intesa economica restano coperti da riservatezza. La firma dell’accordo, però, è stato sottolineato dai due professionisti, “non costituisce una ammissione di responsabilità. Si tratta di una valutazione prognostica sul rischio processuale per bilanciare la tutela dell’ente pubblico e delle sue risorse“. L’azienda dei Colli, inoltre, si è comunque riservata di agire in regresso e rivalsa verso chi sarà ritenuto responsabile in sede penale.