La relazione al Parlamento
L’allarme del Copasir: “Cresce il rischio jihadismo in Europa. Gli antagonisti si sono legati agli antisemiti”
Il comitato per la sicurezza analizza la crescita degli integralismi arabi e la saldatura con alcuni centri sociali: il dossier inviato alla Camera
“Le tensioni in Medio Oriente risultano ancora al centro dell’attenzione dell’area dell’antagonismo di sinistra, alimentando manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, con il coinvolgimento anche di componenti studentesche, che vedono la tematica antimilitarista sempre più intrecciata con quella antisionista”. Così si afferma nella relazione trasmessa al Parlamento dal Copasir.
Gli attacchi a Leonardo
Sulla base di quanto riferito il 18 febbraio 2025 dal direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, e poi il 5 marzo successivo dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo è stato rilevato come, “sulla spinta dei diversi scenari bellici, il tema dell’antimilitarismo abbia continuato a rivestire un ruolo di centralità con specifiche azioni di lotta contro l’industria bellica nazionale e il settore dei trasporti. A tal proposito, sono stati peraltro ricordati gli episodi di danneggiamenti di alcuni impianti di Leonardo nel Nord Italia e a Roma”.
Il rischio jihadismo
“È stato evidenziato, inoltre, un complessivo innalzamento della minaccia legata all’estremismo islamico in Europa e, in particolare, a un attivismo filo-jihadista, registratosi dopo l’attacco condotto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023″. “è emerso, inoltre, come si tratti, nella maggior parte dei casi, di integralisti islamici attivi sul web, cosiddetti ‘islamonauti’, appartenenti alla ‘generazione Z’, di origine straniera, seppur nati e cresciuti anche in Italia, di recente trasferitisi in altri Stati europei. Inoltre, diffusi sentimenti di odio antisionista, antiamericano e antioccidentale”.
Le frange estremiste che si infiltrano nei cortei democratici
“Il Copasir nel riaffermare il rispetto del diritto di manifestazione che, attuato in forma pacifica e democratica, oltre a rappresentare la fisiologica espressione della libertà di pensiero, è un diritto fondamentale dei cittadini costituzionalmente protetto e garantito, ha svolto un approfondito dibattito su alcuni profili di sicurezza interna, anche alla luce di episodi occorsi nell’ambito di talune manifestazioni svoltesi nel corso del 2025 in cui si sono registrate attività di frange estremiste di carattere violento”. Così in un passo della relazione trasmessa al Parlamento.
Le nuove tecnologie e il rischio per i ragazzini
“Un terreno particolarmente fertile al maturare di spinte aggressive e violente può essere rappresentato dalla dimensione digitale, dove spesso si compiono percorsi di radicalizzazione che vedono sempre più esposti soggetti giovanissimi, inclusi i minorenni“, si legge ancora nella relazione del comitato per la sicurezza.
“Nel corso dell’attività conoscitiva svolta dal Comitato sono state evidenziate le operazioni di disinformazione, potenzialmente in grado di incidere sulla sicurezza nazionale, condotte dalla Russia, dalla Cina, dall’Iran e da altri attori statuali, anche in relazione ai principali scenari bellici”. E’ quanto si sottolinea nella relazione del COPASIR sull’attività svolta dall’1 gennaio al 31 dicembre 2025, approvata ieri e trasmessa al Parlamento. Nella relazione si sottolinea che, nel corso di alcune audizioni del direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, sono state ricordate “le manovre di influenza poste in essere da soggetti stranieri, principalmente russi e cinesi, condotte attraverso tecniche di cognitive warfare basate sulla manipolazione dell’informazione e la polarizzazione dell’opinione pubblica, anche tramite la diffusione di narrative di natura disinformativa e propagandistica, specificamente mirate al nostro Paese, facendo largo uso dei social media, che costituiscono, di fatto, un potenziale rischio di interferenza anche nei processi democratici”.