I dubbi dopo l'autopsia
Donna morta impiccata nel catanese, il compagno indagato per omicidio volontario
Noemi Impellizzeri è deceduta domenica scorsa. I rilievi autoptici confermerebbero che non si è trattato di un suicidio
È indagato per omicidio il compagno di Noemi Impellizzeri, la donna trovata morta nei giorni scorsi nella sua abitazione di Riposto, nel catanese. L’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati è stata resa nota dal suo legale, Ivan Siragusa, e confermata da fonti della Procura di Catania. La 34enne era stata trovata impiccata all’interno della propria abitazione, dove si era sviluppato anche un incendio. Sul caso stanno indagando i carabinieri, coordinati dalla Procura etnea, che stanno ricostruendo le ultime ore di vita della donna e verificando tutte le ipotesi.
L’uomo nega ogni addebito
L’uomo, attraverso il proprio legale, ha negato ogni coinvolgimento nella morte della compagna. La sua iscrizione nel registro degli indagati, precisano le fonti investigative, rientra anche nell’ambito degli accertamenti irripetibili disposti nell’inchiesta. Le indagini proseguono per chiarire cosa sia accaduto nella casa di via Circumvallazione e stabilire se la morte di Noemi sia stata un suicidio oppure se dietro il suo decesso possa esserci un’azione di terzi.
La morte di Noemi
Noemi Impelizzeri era stata ritrovata morta impiccata domenica scorsa, alle 4,30 del mattino dopo che un incendio era divampato nella sua abitazione. La prima ipotesi era che si fosse suicidata ma i carabinieri hanno continuato a indagare sviluppando tutte le piste investigative. Il fidanzato, che aveva trovato la compagnia senza vita, ha raccontato agli investigatori che Noemi gli avrebbe preannunciato l’intenzione di farla finita. Secondo i familiari della vittima, invece, si sarebbe trattato di una messinscena, e l’autopsia lo dimostrerebbe.
L’autopsia conferma i dubbi sul suicidio
In base alle prime informazioni sull’esame autoptico riportate dalla trasmissione Ore 11, sembrerebbe che durante l’autopsia siano stati rilevati elementi che porterebbero a escludere l’ipotesi del suicidio.
I dubbi degli investigatori e l’iscrizione nel registro degli indagati per il compagno di Noemi riguarderebbero anche la sua versione sull’incendio: l’uomo, infatti, aveva dichiarato di non essersi accorto delle fiamme mentre vi sarebbero testimonianze contrarie. La contestazione nell’avviso di garanzia riguarda omicidio volontario con aggravante di genere.