Rischiava 200 miliardi
Zuckerberg patteggia e paga 17 miliardi di dollari per la dipendenza sui minori: la svolta di Meta che cambia registro
Il colosso social evita una sanzione record dopo le prime sentenze sfavorevoli e il crollo del titolo a Wall Street
META ha raggiunto un accordo extragiudiziale con alcuni Stati americani, nell’ambito della causa avviata contro il gruppo californiano accusato di aver favorito la dipendenza dei minori dai propri social network, impegnandosi a risparmiare oltre 16 miliardi di dollari. La società madre di Facebook e Instagram ha inoltre accettato di apportare modifiche significative alla configurazione dei propri prodotti destinati agli utenti più giovani, secondo quanto emerge da un documento depositato mercoledì agli atti, che ancora dovrà essere ratificato da un giudice federale di Oakland.
La vicenda
Il processo si era aperto il 18 agosto. L’accusa federale contro il colosso di Zuckerbergera di aver causato danni ai bambini con una tecnologia costruita per causare dipendenza. L’azienda, dal canto suo, ha provato a difendersi affermando di aver cercato di affrontare i rischi legati ai social media, cercando anche di aiutare gli utenti . Secondo l’accusa, gli algoritmi di Facebook e Instagram sono stati progettati, anche attraverso le pubblicità spam, per creare dipendenza, soprattutto tra i minori.
Il rischio di una multa di duecento miliardi di dollari
Qualora non si fosse arrivati al patteggiamento, i rischi per Meta sarebbero stati alti: la società di Zuckerberg poteva infatti essere condannata al pagamento di circa duecento miliardi di dollari di sanzioni, oltre all’obbligo di fare alcuni cambiamenti profondi a Facebook e Instagram tra cui la fine del conteggio dei like e misure contro lo scrolling infinito. Il titolo della società, venerdì 21 agosto, ha perso quasi il 5% a Wall Street. Oggi l’effetto rimbalzo, con un aumento del 4% sulle quotazioni.
La prima condanna simbolica
Il tribunale statale di Los Angeles ha già fatto giurisprudenza nei mesi scorsi, in un processo che ha visto Meta e YouTube contrapposti a una querelante ventenne identificata solo con le iniziali “KGM”, la quale ha affermato di essere diventata dipendente dai social media fin da bambina. Meta e Google sono state ritenute responsabili dei danni causati dalle loro piattaforme e alla donna sono stati riconosciuti complessivamente 6 milioni di dollari di risarcimento.
Gasparri: “Decisione molto importante”
“È molto importante la decisione presa in America dove Meta, messa sotto giudizio per i danni che i social recano ai minori, ha accettato di pagare una cifra ingente di 17 miliardi di dollari. È una svolta importante che a mio avviso non chiude però un altro aspetto: quello di natura fiscale. Perché i grandi giganti della rete non creano soltanto dei condizionamenti negativi soprattutto sulle generazioni più giovani, ma eludono ogni dovere fiscale. Speriamo che questa decisione presa negli Stati Uniti rappresenti un momento di svolta a centottanta gradi. I social sono uno strumento importante ma i giganti della rete non possono essere esentasse e non possono, attraverso alcuni strumenti, esercitare un condizionamento negativo sui più giovani”. Le parole del Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.