Crolla il titolo a Wall Street
Zuckerberg e i social sotto accusa: la trappola della dipendenza dei minori rischia di costare 1.400 miliardi a Meta
Per diversi tribunali americani le piattaforme sono state studiate per creare profitto e indurre i giovani a non staccarsi dai social
Gli Usa fanno la guerra a ciò che hanno creato: i social. E Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook e Instagram, rischia il crollo. 1.400 miliardi di dollari è la cifra che diversi tribunali americani chiedono a Meta per la dipendenza creata ai giovani, con il titolo che ieri ha perso il 4 % in Borsa.
La vicenda e le accuse
Non è una sanzione burocratica europea, ma una vera e propria dichiarazione di guerra legale quella che arriva dagli Stati Uniti contro l’impero di Mark Zuckerberg. Ventinove Stati americani hanno unito le forze in una maxi-causa civile senza precedenti, formalizzando una richiesta di risarcimento astronomica contro Meta che potrebbe toccare i 1.400 miliardi di dollari. Al centro dell’imputazione non ci sono semplici violazioni della privacy, ma un’accusa molto più grave: aver progettato intenzionalmente le piattaforme Facebook e Instagram per agganciare i minori, sfruttando la vulnerabilità psicologica dei ragazzi per generare una dipendenza psicologica incontrollabile.
L’effetto scrolling
Secondo l’atto di accusa depositato dai procuratori generali, gli ingegneri di Meta avrebbero studiato a tavolino funzioni specifiche – come lo scrolling infinito e le notifiche push continue – con l’unico obiettivo di massimizzare il tempo trascorso online dai giovanissimi. Più i minori restano incollati allo schermo, più l’algoritmo macina profitti attraverso la vendita di spazi pubblicitari mirati.
Un conto potenzialmente letale per Meta
La psichiatra: «Giuste sanzioni, bene Meloni»
«Sono contenta che arrivino sanzioni pesantissime per le piattaforme social. Sono una progressista, non sono repressiva, ma nemmeno permissiva. Ha fatto bene il governo Meloni, e lo dico da donna che vota diversamente, a introdurre divieti sull’uso dei social per i ragazzini ma per questi colossi esiste solo la logica del profitto», così la psichiatra Donatella Marazziti.