Sinistre contraddizioni
Cpr, Giani dice ancora no. Donzelli smaschera il cortocircuito della sinistra: “Li faremo anche in Toscana”
Eugenio Giani torna a dire no ai Cpr in Toscana. E il Pd si ritrova ancora una volta davanti alla contraddizione che accompagna da anni la sua linea sull’immigrazione: chiede il rispetto delle regole, ma quando si tratta di applicarle fino in fondo alza le barricate contro gli strumenti necessari.
Il governatore toscano boccia i Centri di permanenza per i rimpatri senza lasciare margini. «I Cpr non sono luoghi per trasferire nei loro Paesi d’origine i migranti, ma luoghi di detenzione impropria che non hanno personale adeguato per poter vigilare e anche indirizzare coloro che vi sono poi rinchiusi», ha dichiarato all’Ansa. E denuncia permanenze che, invece di essere brevi, si trasformerebbero in una «lunga detenzione con tutto quello che poi comporta».
Giani dice no ai Cpr in Toscana: l’egoismo rosso
Le criticità possono essere denunciate e corrette. Resta però una domanda alla quale Giani non risponde: se si eliminano i Cpr, dove vengono trattenuti gli stranieri in attesa di essere effettivamente rimpatriati?
Perché tra un decreto di espulsione e il ritorno nel Paese d’origine c’è di mezzo la realtà. Servono l’identificazione, i documenti, la collaborazione delle autorità straniere e l’organizzazione del viaggio. Procedure che richiedono tempo e che, nei casi previsti dalla legge, rendono necessario il trattenimento.
È qui che il no della sinistra mostra tutta la sua debolezza. Non basta dire che chi non ha diritto a stare in Italia deve andarsene, se poi si combattono le strutture che consentono allo Stato di eseguire il rimpatrio.
Donzelli smonta il veto della Toscana: «I Cpr li faremo»
A mettere il dito nella piaga è Giovanni Donzelli. Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, intervenendo agli Incontri al Caffè della Versiliana, risponde direttamente alla linea della Regione.
Rimpatriare gli immigrati clandestini «è quello che stiamo facendo e che vogliamo fare», spiega. Il problema è che «in alcune regioni, tipo la Toscana, ne impediscono la realizzazione e fanno le battaglie per evitare il Cpr».
Poi l’affondo sul veto di Giani: «Faremo i Cpr anche dove le Regioni non vogliono, con buona pace della sinistra e anche della Regione Toscana. Li faremo anche in Toscana, sì».
Con buona pace di Giani.
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