A Cortina partono gli strali
Mentana spiana il campo largo: “Non ha un’idea di futuro, a che serve? “. L’ultimatum a La 7: “O si apre a un pubblico più largo o… (video)
Enrico Mentana dal fresco di Cortina d’Ampezzo durante la kermesse “Una montagna di libri” getta benzina sul fuoco su un centrosinistrea che a un anno circa dalle elezioni non trova una quadra che sia una. Il direttore di La7 mette nel mirino il campo largo, denunciandone l’assenza di una bussola per il futuro del Paese. Sotto tiro finiscono Pd, M5s e Avs. Un affondo severo, impietoso. Ma come dargli torto? Divisi su tutto, dalla politica estera ai diritti, ora anche sul woke, ultima mossa di Conte che spaccare il Campo largo o meglio disperso. Un intervento tutto da ascoltare che ci propone dai suoi canali social Galeazzo Bignami che si gode l’affondo e ironizza: “Che sverniciata di Enrico Mentana…”. Un affondo che arriva, poi, in una giornata caratterizzata dall’ennesima piroetta di Giuseppe Conte che si scopre anti-woke per smarcarsi da Schlein e tentare di scipparle le fantomatiche primarie per la leadership.
Mentana demolisce io Campo largo mai nato: “A cosa serve?”
Il direttore del TgLa7 passa in rassegna le grandi questioni sulle quali il centrosinistra naviga ancora senza una rotta: dall’immigrazione alla denatalità, dal divario tra Nord e Sud fino all’Italia del 2040. “Il Pd non ha un’idea di futuro: questo è il problema di fondo della sinistra, che ha perso totalmente una bussola di futuro”. Un affondo pesante dal quale fa partire tutta una serie di interrogativi: “Cos’è che ci propongono per il futuro? Quali riforme? Nessuna. Qual è la funzione del Partito democratico? Qual è la funzione del Movimento 5 stelle? Qual è la funzione di Alleanza Verdi-Sinistra? Che cosa vogliono fare? Cosa vogliono fare per l’Italia del 2040? Il rapporto tra Nord e Sud, la lotta contro la denatalità… Tutte queste cose. Non hanno mai discusso di tutto questo – va a ruota libera Mentana-. Non si sa quale sia la linea di questi partiti su nulla”.
Bignami ironizza: “Che sverniciata di Enrico Mentana, povera sinistra…”
“Sull’immigrazione -prosegue- che è il tema dei temi su cui tutte le destre vincono, da Trump fino al resto del mondo: qual è la linea?”. Le frasi del direttore del TgLa7 rimbalzano presto nell’arena politica. La Lega raccoglie l’assist e rilancia sui social i passaggi più duri contro Pd, M5s e Avs, accompagnandoli con l’applauso delle emoji e la chiosa: “Non vediamo errori”. Da Fratelli d’Italia, il capogruppo alla Camera ironizza: “Che sverniciata di Enrico Mentana, povera sinistra…”. Non è la prima volta che Enrico Mentana parla chiaro pungolando la sinistra.
Ricordiamo un intervento di pochi mesi fa- giugno per la precisione – nel quale metteva nel mirino il clima anti governativo che si respira su la7. Affermando che un elettore di centrodestra si sente “a disagio” sintonizzandosi sulla programmazione politica di La 7. La rete di Urbano Cairo con i salotti di Gruber, Formigli, Floris e altri conduttori e conduttrici dei maggiori talk show politici si è trasformata in una sorta di Tele anti-Meloni, disse Mentana al Festival della Tv di Dogliani, intervistato dalla giornalista Mia Ceran. “La7 ha un’identità precisa, è una nuova Rai3”, disse. “Un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa”. E rivendicò il suo metodo: “Io non do pagelle, se Meloni ha ragione ce l’ha e basta. La mia missione è raccontare la realtà nel modo più rigoroso possibile”.
Mentana: “O La7 diventa qualcos’altro o posso pure fare altro”
A tal proposito a chi gli ha chiesto lumi sul suo futuro, visto che il suo contratto a La7 è in scadenza, ha risposto a chiare lettere a Fanpage per fissare il perimetro della trattativa con Urbano Cairo: “Ci sono due possibilità. O su La7 si apre per fare qualcosa che possa essere visto da tutti; o penso che posso pure fare altro”. Come si vede, i due momenti si legano: Mentana manda un messaggio chiaro sulla sua possibile permanenza: un cambio di rotta della rete, che dovrebbe tornare a parlare a un pubblico più largo di quello che oggi la guarda. Fino a quel momento, l’alternativa resta sul tavolo: fare altro.