"Polemiche pretestuose"
Conchiglie alla figlia di Meloni, il consigliere del Parco smonta il caso. Sui social l’ironia: “Ci fosse stato Bonelli, la guardia anche ai sassi”
Randaccio respinge le accuse: «Non provengono dalla Maddalena». Poi ricorda il valore della visita della premier: «È stato un momento importante per la nostra comunità»
Le conchiglie donate alla figlia di Giorgia Meloni non sono state raccolte sulle spiagge né prelevate dai fondali dell’Arcipelago di La Maddalena. Carlo Randaccio, componente del Consiglio direttivo dell’Ente Parco, chiude così il caso politico-ambientale cresciuto sui social dopo la diffusione del video che mostrava il dono consegnato alla bambina durante la vacanza della presidente del Consiglio. Un gesto di cortesia trasformato rapidamente in un’accusa: quelle conchiglie, secondo alcuni detrattori della premier, sarebbero state sottratte a un’area naturale protetta. Una ricostruzione che Randaccio respinge senza lasciare margini all’equivoco.
L’origine delle conchiglie
«Ho sentito la necessità di chiarire alcune situazioni che si sono venute a creare, perché qualcuno sta volutamente montando una polemica sulla storia delle conchiglie» regalate alla piccola Ginevra, spiega nel video. E fa il punto: «La provenienza di queste conchiglie non è legata al territorio di La Maddalena. Sono oggetti che ho acquistato durante alcuni viaggi e, soprattutto, doni di un collezionista locale».
Nessuna raccolta sulle spiagge dell’arcipelago, dunque, e nessun reperto sottratto al patrimonio naturale sardo. A precisarlo è, peraltro, chi quelle regole è chiamato istituzionalmente a tutelarle.
“Le regole del Parco le conosciamo”
Un incarico che rende ancora più singolare, osserva il medico, la lezione ambientalista impartita via social. «Trovo pretestuoso che qualcuno venga a spiegarmi quali siano le regole da rispettare all’interno del Parco», afferma. Non soltanto per il ruolo che ricopre, ma perché «il maddalenino che tiene alla sua isola e al suo ambiente conosce queste regole forse da prima ancora che venisse istituito il Parco».
La tutela ambientale, insomma, è troppo seria per essere usata come accessorio di una polemica politica. «Non posso consentire a nessuno di diffondere informazioni non corrette», avverte ancora, respingendo il tentativo di far passare il dono come uno sfregio al territorio.
La visita di Meloni, un’occasione per l’arcipelago
Il paradosso è che il polverone sulle conchiglie rischia di oscurare la vera notizia: Giorgia Meloni ha scelto La Maddalena per trascorrere con la figlia tre giorni di vacanza. Una vetrina preziosa per l’arcipelago, arrivata senza cerimonie istituzionali, tra mare, passeggiate e incontri con i residenti.
«Trovo veramente pretestuoso fare polemica sulla provenienza di queste conchiglie, anziché pensare a quanto sia stata importante la presenza della Presidente del Consiglio», sottolinea Randaccio. Meloni, ricorda, ha soggiornato sull’isola «in piena tranquillità e in piena armonia con l’ambiente», scegliendo La Maddalena al posto di altre mete abituali.
Il passaggio della premier ha restituito un’immagine positiva della comunità e delle sue bellezze marittime. Prima di partire, Meloni ha inoltre promesso che tornerà: «Si è trovata bene e ha trascorso serenamente questi giorni di vacanza nella nostra comunità».
I social si schierano con Randaccio
Numerosi utenti hanno riconosciuto il carattere strumentale dell’attacco. «Fosse stata Elly o Giuseppi nessuno avrebbe parlato», si legge tra i commenti. Un’altra donna osserva che «è una vergogna che un signore debba giustificarsi per aver donato cose sue a una bambina». C’è poi chi liquida la vicenda con una battuta: se al posto di Meloni ci fosse stato Bonelli, «avrebbero dovuto fare la guardia ai sassi».
Randaccio chiude con un messaggio altrettanto diretto: «Prima di dare fiato alla bocca, informatevi». Le conchiglie vengono da altrove. La polemica, invece, da un copione fin troppo conosciuto.