L'intervista al settimanale
Meloni a Chi: tasse e salari al centro della ripartenza. Poi la confessione su Ginevra: «Il cuore mi diventa una nocciolina»
Giorgia Meloni non nasconde la fatica accumulata dopo anni alla guida del governo, ma guarda già alla ripresa dell’attività politica indicando le priorità dell’esecutivo: tasse, salari e occupazione. E chiude la porta alle ipotesi di rimpasto. In un’intervista esclusiva al settimanale Chi, in edicola mercoledì 12 agosto, la presidente del Consiglio affronta i temi dell’agenda di governo ma apre anche una finestra sulla propria vita privata, raccontando il rapporto con la figlia Ginevra e le difficoltà nel conciliare gli impegni istituzionali con quelli di madre.
Meloni detta l’agenda del governo: tasse, potere d’acquisto e lavoro
Al rientro dalla pausa estiva l’obiettivo è «Fare ancora meglio sulle priorità: alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile». Nessun cambio di squadra, dunque, all’orizzonte per settembre. Meloni esclude l’ipotesi di rimpasti e rivendica il lavoro svolto dall’esecutivo, dagli interventi sul costo dei carburanti alle misure per l’occupazione e al contrasto alla desertificazione dei centri storici.
Sul clima la premier conferma inoltre la linea pragmatica del governo, distante dall’«ambientalismo ideologico». E, guardando anche alle prossime scadenze politiche, rivendica l’impegno profuso a Palazzo Chigi: «Nessuno può accusarmi di essermi risparmiata».
Meloni su Vannacci: «Un’operazione costruita per favorire la sinistra»
Nell’intervista c’è spazio anche per Roberto Vannacci. Il giudizio della presidente del Consiglio è netto: quella che riguarda il generale è «un’operazione costruita per favorire la sinistra». Ma è quando il colloquio si sposta dalla politica alla dimensione personale che emerge il lato più intimo della premier. Dopo anni segnati da vertici, missioni internazionali e dossier delicati, Meloni ammette senza giri di parole: «La stanchezza c’è e la sento».
Il rapporto con Ginevra: «Tempo lento e normalità»
Il punto più delicato riguarda il rapporto con la figlia Ginevra. Nei momenti trascorsi insieme Meloni racconta di cercare «tempo lento e normalità», provando a ritagliare spazi lontani dai riflettori e dal ritmo imposto dagli impegni istituzionali. C’è soprattutto una domanda della bambina che mette in difficoltà la presidente del Consiglio: «Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina».
Da madre, Meloni esprime inoltre una forte preoccupazione per l’impatto che l’intelligenza artificiale e i social possono avere sulle nuove generazioni.
Ginevra nelle missioni internazionali, Meloni: «I miei omologhi sono divertiti»
La premier affronta anche le critiche e le curiosità suscitate dalla presenza della figlia in alcune occasioni ufficiali all’estero. «I miei omologhi sono divertiti, ma la reazione più bella è quella delle altre donne che incontro, che mi fanno un cenno d’intesa. È un linguaggio che non ha bisogno di traduzione. Se questa immagine dice a una ragazza che non deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, sono contenta che si veda».
Un messaggio che Meloni lega così direttamente alla possibilità di conciliare maternità e realizzazione professionale: dietro le responsabilità della presidente del Consiglio resta la quotidiana ricerca di un equilibrio che accomuna milioni di donne.