Onnipresenze
Da Elly Schlein a Katy Perry: le grandi manovre mediatiche di Renzi passano anche per la Costa smeralda
Ferragosto, si sa, è il momento in cui l’Italia si ferma. Chiude il Parlamento, rallentano i giornali, persino la politica concede qualche ora di tregua. Tutti staccano. Tranne Matteo Renzi.
Il leader di Italia Viva sembra aver preso alla lettera la regola fondamentale dello spettacolo: non importa dove sei, l’importante è esserci. E possibilmente finire nell’inquadratura. Del resto già il Fatto Quotidiano, alla vigilia di Ferragosto, lo incoronava presenza estiva praticamente ubiqua tra interviste a Repubblica, Corriere, La Stampa, Onda e La7.
E infatti eccolo ricomparire alla Cala di Volpe, Costa Smeralda, Gala Night: cinquecento ospiti, Domenico Dolce festeggiato, Katy Perry vestita da marinaretta tra cavallucci marini, conchiglie giganti e sirenette in carne e ossa. Uno scenario nel quale mancava soltanto lui.
Renzi è ormai il prezzemolino dalla tv ai salotti bene
Renzi è ormai il prezzemolino della politica italiana: sta bene dappertutto. Al Senato e a bordo piscina, nelle manovre per il centrosinistra e sotto il palco di Katy Perry. Lo metti accanto a Elly Schlein, funziona. Lo metti a pochi metri da Justin Trudeau, pure. Se domani organizzassero una riunione condominiale a Porto Cervo, al terzo punto dell’ordine del giorno spunterebbe Matteo Renzi.
Alla Cala di Volpe il confronto tra ex premier era persino internazionale. In prima fila Trudeau, nuovo amore della popstar americana. Poco distante Renzi, con moglie e figli. Due ex capi di governo davanti allo stesso palco. Solo che a Trudeau Katy dedica “I’m His, He’s Mine”, precisando alle signore presenti che «lui è mio». A Renzi, niente.
Da Elly Schlein a Katy Perry: il Matteo world tour prosegue
Nemmeno un “Rottamami baby”. Del resto, davanti a tanto inglese, per Renzi potrebbe essere scattata la sua celebre “first reaction: shock”, marchio di fabbrica di una dimestichezza con la lingua di Shakespeare che negli anni ha regalato più di un momento memorabile.
Matteo, però, conosce benissimo la lingua della sopravvivenza politica: quando non puoi essere protagonista, devi almeno essere presente. Katy canta California Girls, lui c’è. Teenager Dream, lui c’è. Partono i fuochi d’artificio: sempre lì. Dolce compie 68 anni: figurarsi se poteva mancare.
Del resto il renzismo, più che una corrente politica, sembra una teoria fisica: la conservazione di Matteo. Governi e segreterie passano, alleanze nascono e muoiono, i premier diventano ex premier, ma Renzi non si crea e non si distrugge. Si trasforma. E soprattutto si presenta.
Così, mentre il centrosinistra si tormenta tra campi larghi, federatori e veti incrociati, lui coltiva il campo più largo di tutti: quello delle pubbliche relazioni. Dal Transatlantico alla Costa Smeralda, passando per televisioni e salotti, ogni occasione è buona per una tappa del Matteo World Tour. Alla fine Katy Perry sale persino sopra un tavolo per cantare Happy Birthday a Domenico Dolce. Renzi, almeno stavolta, è rimasto sotto. Ma tranquilli: l’estate non è ancora finita.