Per volere di Trump
Usa-Cuba, i risvolti da spy story: «La Cia ha istituito una task force per fare pressione sul regime»
I servizi d'intelligence americani, secondo quanto riporta il New York Times, si trovano sull'isola per spingere il governo locale ad attuare i cambiamenti economici, politici e di leadership richiesti dal presidente americano
Esteri - di Gabriele Caramelli - 6 Agosto 2026 alle 14:15
L’attenzione verso Cuba degli Usa prosegue, anche attraverso una strategia d’intelligence direttamente sul territorio. La Cia avrebbe costituito una task force segreta sull’isola, iniziando una campagna coordinata per esercitare pressioni sul governo cubano. L’obiettivo dei servizi segreti sarebbe quello di portare il regime ad attuare i cambiamenti economici, politici e di leadership richiesti da Donald Trump. A riferirlo è stato il New York Times, evidenziando che la task force, secondo quanto rivelato da alcune fonti vicine al dossier, permetterà di «destinare rapidamente maggiori risorse finanziarie, umane e tecnologiche alle operazioni riguardanti Cuba».
La Cia ha una task force a Cuba
La task force avrebbe già cominciato a fortificare il proprio organico con ufficiali delegati al reclutamento e alla gestione di agenti, analisti dell’intelligence, specialisti in operazioni cibernetiche e funzionari esperti nelle azioni di influenza clandestina. Nel 1960, come ha ricordato il quotidiano Usa, «la Cia aveva già istituito una precedente task force su Cuba, i cui membri supervisionarono la fallita invasione dell’isola sostenuta dall’Agenzia della Baia dei Porci (17-19 aprile 1961)».
Inoltre, le fonti del New York Times hanno spiegato che la nuova task force ha un compito più limitato rispetto ad allora: «Creare divisioni all’interno dell’élite politica cubana, nella speranza di spingere il Paese a sostituire i dirigenti ritenuti più ostili agli Stati Uniti con figure considerate più pragmatiche e maggiormente disposte ad accogliere le richieste di Trump». Dopo che la notizia è trapelata, la Cia ha rifiutato di commentare.
La campagna d’intelligence contro un obiettivo complicato
«Le intenzioni non sorprendono, poiché Cuba è da tempo bersaglio delle attività della Cia in materia di spionaggio, sovversione e destabilizzazione, compreso il terrorismo – ha riferito al quotidiano americano il viceministro degli Esteri cubano, Carlos Fernández de Cossío -. Eppure il dipartimento di Stato ha l’audacia di definire Cuba una minaccia per il solo fatto di esercitare il proprio diritto alla legittima autodifesa».
La creazione della task force, scrive il giornale della Grande mela, dimostra fino a che punto l’agenzia di intelligence «si stia preparando a quella che potrebbe diventare una lunga campagna clandestina contro uno dei suoi obiettivi storicamente più difficili».
Nonostante il forte embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti, l’isola per ora ha dimostrato una notevole capacità di resistenza, mentre il protrarsi della guerra con l’Iran ha assorbito gran parte delle risorse e della concentrazione dell’amministrazione Usa. Come ha ricordato il New York Times, «sebbene i consiglieri più intransigenti continuino a ritenere che, prima o poi, Washington destinerà le risorse necessarie a favorire la caduta del governo cubano, in privato ammettono ormai che ciò avverrà con ogni probabilità solo dopo la conclusione del conflitto con l’Iran».